L’abbraccio di tutta Gorizia ai soldati della Pozzuolo

«La Nato e l’Italia hanno fatto un ottimo lavoro. Adesso in Afghanistan c’è la scolarizzazione delle bambine; abbiamo milioni di ragazzi che vanno a scuola; e l’economia sta partendo: tutto il nostro lavoro si rivede nella civiltà afghana, che ha delle difficoltà, come in molte parti del mondo, ma il nostro impegno tangibile produce i suoi frutti». Il generale Giovanni Parmiggiani ha riassunto così il contesto che i militari della brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” troveranno a Herat e il senso della missione in Afghanistan.
Ieri mattina alla caserma “Montesanto” di via Trieste si è tenuta la tradizionale cerimonia di saluto ai reparti in partenza per l’estero alla presenza del comandante della Divisione “Friuli”, generale di divisione Carlo Lamanna, del prefetto Massimo Marchesiello e del sindaco Rodolfo Ziberna. Sulla piazza d’armi hannos filato anche gli stendardi e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.
Per i prossimi sei mesi i reparti della grande unità dell’esercito italiano saranno impegnati nell’ambito della operazione Nato Resolute Support. Dopo le quattro esperienze in Libano alla guida del settore Ovest della missione Unifil dell’Onu, la Brigata Pozzuolo esordisce in un nuovo teatro operativo. Alla base Camp Arena di Herat il generale di brigata Parmiggiani assumerà nelle prossime settimane il comando del contingente nazionale e del Taac-W (Train Advise Assist Command-West) subentrando al parigrado Salvatore Annigliato, comandante della Brigata aeromobile “Friuli” di Bologna. Come ricordato dal generale La Manna, la missione è «delicata e impegnativa». «Il nostro compito - ha quindi aggiunto il generale Parmiggiani - è andare ad addestrare e a supportare le forze di sicurezza afghane».
«Per noi questa è la prima volta con una missione Nato, ma siamo pronti, come esercito nel complesso, e come brigata in particolare», ha detto il comandante della Pozzuolo sottolineando che l’impegno «richiede professionalità elevatissime».
Nel corso della cerimonia è stato sottolineato anche il rapporto stretto e ormai consolidato tra la brigata e il capoluogo isontino, rapporto che si è concretizzato nella giornata di mercoledì con una serie di appuntamenti dedicati proprio alla grande unità militare con sede in piazza Cesare Battisti. «Gorizia - le parole del sindaco Ziberna - è la città della Pozzuolo, non è la città che ospita la Pozzuolo. Oltre all’affetto, Gorizia vuole testimoniarvi il suo orgoglio». «In Afghanistan - ha poi concluso - portate un pezzo d’Europa e un pezzo d’Italia, ma anche un pezzo di Gorizia».
Dal canto suo il comandante Parmiggiani, che torna per la quarta volta in Afghanistan, ha ribadito: «Siamo integrati e sentiamo l’abbraccio forte dei goriziani ogni volta che ci interfacciamo con loro. È bello essere a Gorizia».
Al termine della cerimonia è stato consegnato un encomio solenne al tenente colonnello Enrico Maria Candolini per essersi distinto in Iraq. —
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