L’Aeronautica conferma: sorvolo della Pan a Romans in omaggio ad Angiòlina

Risolto il “giallo”: sabato le Frecce Tricolori sono passate apposta sul paese isontino
Di Roberto Covaz

ROMANS. Le Frecce Tricolori sabato pomeriggio hanno sorvolato apposta Romans d’Isonzo per rendere onore alla signora Angiòlina Cumin della quale, nella parrocchiale del paese, si stavano celebrando i funerali. La deviazione è stata fatta nel corso del trasferimento da Rivolto a Venezia.

Risolto il giallo. A parte leggerete il comunicato ufficiale dell’Aeronautica Militare, che conferma nel dettaglio quanto Il Piccolo aveva riportato nell’edizione cartacea di lunedì e in quella web di domenica.

Si è trattato di un toccante segno di riconoscenza che i piloti della Pattuglia acrobatica nazionale hanno voluto dedicare al generale Vittorio Cumin, già comandante delle Pan sul finire degli anni Sessanta, e della sua signora definita «la mamma adottiva di decine di piloti delle Frecce Tricolori».

Sabato scorso le Frecce si erano levate in volo da Rivolto e si stavano dirigendo all’aeroporto veneziano di Tessera, dove era previsto il rischieramento prima di effettuare le prove dell’Air Show di Chioggia in programma il giorno successivo.

Semplicemente hanno effettuato una lieve modifica al corridoio aereo prestabilito. Nulla di male, anzi. Una bella storia, anche se qualcuno, libero di esprimere la sua opinione, sul nostro sito web, ha parlato di spreco di risorse pubbliche.

Il Piccolo aveva semplicemente ricordato, in modo asettico e oggettivo, che in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, la Pan non si era levata verso Roma per la necessità del contenimento dei costi della Difesa.

Tale rilievo non è piaciuto alla figlia del generale Cumin, la quale dopo aver insultato la redazione nel corso di una sgradevolissima telefonata, non contenta si è fatta rappresentare dallo studio legale Ponti per smentire la notizia. Che invece è vera ed è confermata dall’Aeronautica militare. Nella pleonastica richiesta di smentita, il legale chiosa che Vittorio Cumin, ai tempi del suo comando della Pan, non era solito sorvolare “giornalmente” il paese di Romans dove risiedeva, ma “occasionalmente”. Quale infamante peccato abbiamo commesso utilizzando l’avverbio sbagliato?

Il legale si affretta a interpretare il senso dell’articolo «con l’unico scopo di ingenerare nel lettore l’errata convinzioni che quella di sabato fosse un’iniziativa esclusivamente finalizzata a rendere omaggio alla moglie del generale Cumin». Il giornale ha semplicemente raccolto il positivo stupore della comunità di Romans, che in larga parte si è stretta attorno alla famiglia Cumin.

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