L’alt degli albergatori al sindaco Dipiazza sulla tassa di soggiorno

«Ogni euro un turista». Gli albergatori non vogliono che i soldi della tassa di soggiorno vengano spesi per eventi o iniziative che non abbiano una ricaduta turistica sulla città. E non ci stanno ad essere tacciati dal sindaco Roberto Dipiazza come elemento d’ostacolo alla definizione del documento utile a progettare come spendere i denari derivanti da quell’imposta.
«Nessuno può fare turismo da solo – sostiene Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Trieste –, esclusivamente da una condivisione e un coordinamento tra PromoTurismoFvg, le categorie economiche legate al turismo e il Comune si possono ottenere buoni risultati». Senza contare che, ad oggi, non c’è neppure un quadro preciso di chi siano i turisti che arrivano a Trieste. Non ci sono infatti dati certi su età media, provenienza, mezzo con il quale hanno raggiunto la città, motivo della visita, se siano o meno in aumento le famiglie: tutti elementi utili a indirizzare offerte e piani turistici.
Gli albergatori sono rimasti sorpresi dalla pressione esercitata dal sindaco pochi giorni fa, durante la presentazione della prossima edizione della Barcolana, nei confronti dell’assessore regionale con delega al Turismo, Sergio Bini, per una modifica alla legge sulla tassa di soggiorno che tolga il vincolo della condivisione con le categorie del settore ricettivo e con PromoTurismoFvg su come spendere quel tesoretto da oltre 1 milione e 700 mila euro. Il Comune, in sintesi, vuole mani libere. «Ma visto che, nei mesi passati, le richieste puntali da parte del Comune per finanziare determinate iniziative (vedi i 50 mila euro per quella legata alla Jota, ndr) hanno previsto importi importanti, a fronte di risultati nulli dal punto di vista turistico – valuta Lanci –, noi pretendiamo che i soldi lasciati sul territorio da chi alloggia nelle nostre strutture, vengano impegnati per iniziative che moltiplichino i turisti. Tra l’altro – aggiunge – siamo ancora in attesa del rendiconto di come siano stati spesi fino a oggi i denari della tassa».
Pochi giorni fa le categorie hanno sottoscritto la bozza presentata dal Comune che dà le indicazioni di spesa dei soldi incassati dall’imposta. «Siamo stati noi operatori – spiega Lanci – ad aver presentato un primo documento lo scorso giugno, tenendo conto anche delle esigenze espresse dal Comune, aggiornandolo più volte con le nuove proposte. Mentre dal Comune una prima bozza di suddivisione delle spese è arrivata meno di un mese fa. Ci siamo presi qualche giorno per analizzare il documento. Ora siamo in attesa delle modalità esecutive e dei dettagli per chiudere l’intesa».
In merito alla tassa di soggiorno, e sull’utilizzo dei suoi proventi da parte dei Comuni, è intervenuto anche il ministro del Turismo, Marco Centinaio. «È un furto nei confronti dei turisti e molto spesso, non sempre, tanti sindaci la usano per andare a coprire i debiti di bilancio», ha detto Centinaio a margine di una convention. «Se tassa di soggiorno deve essere, allora che diventi tassa di scopo vera: è il lavoro che stiamo facendo al ministero, stiamo lavorando per questo, in modo che il turista quando arriva sappia esattamente dove sarà spesa», ha precisato. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








