Lancio del “tocco” e Parole O_stili: Fermeglia all’ultimo atto da rettore

«Non c’è spazio per i raccontatori di frottole nel settore scientifico, pertanto c’è bisogno della vostra professionalità, preparazione e passione». È con queste parole che il rettore uscente Maurizio Fermeglia ha concluso la sua prolusione al termine del Graduation day, la cerimonia di proclamazione dei dottori di ricerca per l’anno accademico 2018-19, avvenuta ieri nell’aula magna della sede centrale dell’Università di Trieste.
Un discorso, quello di Fermeglia, dai toni accomiatatori in quanto, come da lui stesso sottolineato a più riprese, quella di ieri è stata la sua ultima apparizione ufficiale in veste di rettore (dal 1° agosto subentra il neo eletto Roberto Di Lenarda). Una prolusione improntata alle sfide che attendono il mondo della scienza il cui futuro «è seriamente condizionato dalle risorse a nostra disposizione. Come sottolineato da importanti studi accademici – questo il pensiero del rettore – il pianeta Terra nei prossimi anni sarà influenzato in maniera decisiva da due problemi: quello della decarbonizzazione e un altro, rivoluzionario, che riguarderà la digitalizzazione. Entrambi i nuovi contesti – sempre le parole di Fermeglia – andranno ad influenzare la vita lavorativa dell’uomo. Però, ciò che mi sento di dirvi è che l’uomo rimarrà sempre centrale in molte realtà lavorative». Un chiaro messaggio di rassicurazione, insomma, lanciato dallo scranno più alto dell’ateneo giuliano, nei confronti di chi ora deve affrontare la dura realtà del post università, in molti casi caratterizzata dal precariato.
Alle sfide si è riallacciato anche il vicesindaco Paolo Polidori, ricordando come anch’egli, al termine del percorso universitario, stava per intraprendere il cammino del dottorato in Geografia economica, discorso interrotto in anticipo con suo grande rammarico. «Essere nella vostra posizione significa guardare il mondo dall’alto e con la prospettiva di avere formalmente delle opportunità importanti. Il mio auspicio – questo il suo pensiero – è che l’Università di Trieste continui nella strada intrapresa dell’eccellenza anche grazie a voi». Assente causa influenza l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Alessia Rosolen, parte della cerimonia è stata dedicata alla lectio magistralis di Stefano Piccolo, professore di Biologia molecolare all’Università di Padova, con una significativa spiegazione degli strumenti in possesso della medicina per «interrogare la biologia del cancro».
Prima del classico lancio del “tocco” da parte dei neo diplomati, spazio anche al manifesto della comunicazione non ostile, il progetto di sensibilizzazione – “Parole O_stili” – sull’uso dei vocaboli in rete proposto e ideato da Rosy Russo e giunto ormai alla terza edizione che si svolgerà a Trieste i prossimi 31 maggio e 1° giugno con il convegno “Virtuale è reale”. «È importante portare questo manifesto anche all’interno di un istituto scientifico – così Fermeglia – perché mai come ora la scienza sta attraversando un attacco da parte di chi, senza preparazione alcuna e con toni accesi, si lancia a proporre teorie che poi gli scienziati devono smentire. Una perdita di tempo, tempo che si potrebbe utilizzare in modo più fruttuoso». —
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