Lanterna d’Oro in pole per ospitare il Museo del Vino
Era il maggio dello scorso anno. E il Comune di Gorizia si disse pronto ad andare in pressing con il governatore Massimiliano Fedriga. In borgo Castello c’è la “Lanterna d’oro”, storico ristorante goriziano, uno dei pochi locali della città in grado di garantire oltre 200 coperti e spazi per eventi, cerimonie e conferenze. La proprietà, dopo la chiusura della Provincia, è passata alla Regione. Ma il Comune vorrebbe diventarne proprietario. E, da maggio dello scorso anno, è iniziata una sorta di marcatura ad uomo per far sì che i desiderata diventino realtà. Non solo. Si veniva dall’amministrazione regionale Serracchiani e il sindaco, sempre nel maggio dello scorso anno, si lasciò andare a uno sfogo contro chi c’era prima della giunta Fedriga. «Ci è stata assegnata la proprietà dell’edificio storico più diroccato, quello che ancora oggi ospita la Questura, che noi abbiamo sempre rifiutato. Mentre la Regione targata Serracchiani si è tenuta gli immobili che noi avevamo chiesto, ovvero Villa Olivo e l’ex Lanterna d’oro in borgo Castello. Vergogna», disse allora il sindaco Rodolfo Ziberna.
Questa lunga (ma necessaria) premessa per arrivare alla notizia, allo sviluppo odierna. Con l’assessore regionale al Patrimonio Barbara Zilli, Ziberna ha parlato anche dell’ex ristorante “Lanterna d’oro” di borgo Castello, la cui proprietà, quando è stata cancellata la Provincia, è passata alla Regione.
«Come per Isonzo beach, anche in questo caso c’è stata una risposta affermativa da parte della Zilli - riferisce il primo cittadino -, cui è piaciuta la nostra idea di realizzare, in questa struttura, il Museo del vino. Credo sia venuto il momento di dare un’ulteriore svolta al turismo che gravita intorno al castello - afferma il primo cittadino -. E la realizzazione di questo importante progetto che valorizzerebbe una delle maggiori eccellenze del nostro territorio, insieme alla riattivazione del Bastione fiorito, alla riqualificazione del Teatro tenda, alla possibile trasformazione di Casa Rassauer in struttura per l’accoglienza turistica, oltre al potenziamento dello stesso maniero con l’inserimento della multimedialità, aumenterebbe notevolmente l’appeal turistico dell’intero borgo. Tutto ciò, ovviamente, collegato all’ascensore che, incrociando le dita, dovrebbe essere pronto entro l’estate del 2020». —
Fra.Fa.
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