L’arcivescovo in preghiera per ogni vittima dell’amianto

La cerimonia
Anche l’arcivescovo Carlo Redaelli ha unito la sua preghiera a quella dei famigliari e dell’associazione davanti al monumento che ricorda a Monfalcone le vittime dell’amianto in occasione della commemorazione dei defunti. L’incontro ha avuto luogo giovedì mattina. Erano presenti, assieme al presidente Carmelo Cuscunà, i dirigenti e gli amici del sodalizio e i rappresentanti dei familiari, il decano di Monfalcone-Ronchi e Duino Aurisina; dopo la collocazione di una corona, il presidente ha rivolto a tutti presenti un saluto sottolineando la sua gratitudine per l’omaggio alle vittime dell’amianto: si è sentito forte il dovere di condividere il dolore dei nuclei colpiti e ha ringraziato i presenti e in particolare l’arcivescovo per il gesto di fraterna solidarietà verso quanti col loro lavoro e il prezzo della vita hanno fatto conoscere la professionalità della produzione del cantiere in tutto il mondo.
Concludendo Cuscunà ha auspicato l’approvazione di leggi contro la prescrizione e ha sottolineato che l’associazione si muove solo nel nome della solidarietà e non per interessi materiali che ne offendono l’operato. L’arcivescovo ha guidato un breve momento di memoria recitando la preghiera per le vittime dell’amianto, in cui ha indicato con forza la centralità del lavoro come collaborazione alla creazione, ma anche l’impegno a liberarlo da ogni utilizzazione contro il bene delle persone, delle famiglie e della comunità. La pioggia – come ha commentato Cuscunà – ha rappresentato visibilmente le lacrime e le sofferenze, ma anche la condivisione che unisce e aiuta ad andare avanti. –
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