L’area dei laghetti delle Noghere minacciata dal boom di “Florida”

TRIESTE Le tartarughe dei laghetti delle Noghere si sono moltiplicate. Al momento gli esemplari sono più di 500, un fenomeno che continua da anni, dovuto all’abbandono delle “Florida”, acquistate dalla gente e poi scaricate senza troppi pensieri nell’area. Con l’arrivo della bella stagione riemergono sempre più numerose e sono in tanti ad averle viste di recente, mentre sulla riva o sui tronchi nell’acqua si godono il sole. «Erano 500 circa cinque anni fa, stimo che ora siano molte di più, anche se dati esatti non ne abbiamo - spiega il faunista Enrico Benussi -. Sono le tipiche tartarughine che venivano vendute nei negozi, piccole e simpatiche agli occhi della gente. Poi sono cresciute e molti se ne sono liberati alle Noghere, diventate troppo grandi per gestirle in acquari di casa. Pensavamo non sarebbero sopravvissute al nostro clima, visto che arrivano dalla Florida, invece stanno benone, sono cresciute tanto, anche grazie alla vastità dei laghi, e si sono riprodotte. Si sono adattate talmente bene - aggiunge - che alcune fanno un letargo ridotto, le ho viste fuori dall’acqua anche in inverno, a dicembre».
Sempre l’esperto ribadisce, come già emerso negli anni scorsi, l’aspetto negativo della vicenda. «È un danno incalcolabile al sistema, hanno di fatto scalzato le tartarughe europee. Ma ormai poco si può fare. Bisogna però ricordare a tutti che gli animali esotici non vanno liberati in natura. Mai. Questo comportamento rischia di far sparire le specie presenti». Per Benussi comunque la situazione delle Noghere è ormai irrecuperabile. «È sfuggita di mano - dice ancora - la popolazione delle Florida sta aumentando anno dopo anno. La cosa grave è che le persone le hanno scaricare anche nei laghetti del Carso, un altro danno all’ecosistema e agli animali che prima ci vivevano». —
M.B.
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