L’assalto alla Git passa a una gestione a tre Lovato non si dimette

La Regione pronta a esercitare la maggioranza dell’86,21% tramite Promoturismo per ripristinare altri due posti in cda

GRADO

Sono partite le “grandi manovre” sul futuro della Git. Una partita politica che vede la Regione, con l’86,21% delle quote attraverso Promoturismo Fvg, essere il socio di maggioranza che può decidere cosa fare e nominare i vertici. Per il momento al comando c’è una sola persona: l’amministratore unico Alessandro Lovato. Ma l’ultimo statuto, approvato dai soci, lascia spazio al ripristino di un consiglio di amministrazione di tre persone. E cambiato il governo regionale si va verso un cambio nella società d’area che gestisce il comparto balneo-curativo gradese.

Fermo restando che l’attuale amministratore unico, Lovato, ha più volte detto che non intende rassegnare le dimissioni forte anche del fatto che la Git sta chiudendo positivamente anche il bilancio 2018 («se la salute me lo consente, non vedo motivo di dimissioni»), al momento rimane, dunque, solo una possibilità per modificare l’assetto dirigenziale. L’unica via alternativa per far pesare la forza del centrodestra è tornare a un cda a tre, inserendo cioè a fianco di Lovato, nominato dal centrosinistra pochi giorni prima dell’ultima tornata elettorale regionale, altre due persone.

Ma qual è lo scenario della proprietà della Git: fermo restando Promoturismo Fvg con l’86,21%, dopo c’è il Comune di Grado con il 10,61%. A seguire la Camera di commercio con 2,55% e per finire con una percentuale irrisoria, ma che consente così di classificare la società non pubblica, ci sono i privati della Itur che detengono appena lo 0,62%. E pensare che un tempo era il Comune l’azionista di maggioranza, cosa che potrebbe anche ritornare ad essere, naturalmente a fronte dell’acquisto delle altre quote.

Al momento, tuttavia, la situazione è quella descritta e non appena possibile appare chiaro che ci sarà una convocazione dell’assemblea dei soci, forse ancor prima dell’approvazione del bilancio in modo da non arrivare a ridosso della nuova stagione. Ciò per consentire ai nuovi ipotetici consiglieri di poter operare da subito e non solamente limitarsi ad attuare quanto deciso da altri.

Scenari che muovono anche la politica gradese. Quella del centrodestra, in primis, perché ad aspirare un posto nel cda della Git ci sono più partiti e persone. L’assessore di riferimento è Sergio Emidio Bini di Progetto Fvg, anche se gli assetti riguardano tutto il centridestra. E dei due posti possibili nell’eventuale – ma peraltro probabile – ipotesi di ricostituzione del cda, il soggetto politico di Bini e Ferruccio Saro vorrebbe ipotecarne uno. Il referente gradese, componente del direttivo regionale, è il consigliere comunale Maurizio Delbello da poco uscito da Forza Italia. Pur di entrare nel cda della Git, a cui tiene molto, pare sia disposto anche a dimettersi dall’aula. Ma bisognerà capire come si evolveranno le cose...

E poi c’è la Lega che vede un unico nome girare attualmente: quello di Enzo Tirelli. In questo caso la candidatura appare scontata. Anche Forza Italia si sta muovendo, ma con soli due posti disponibili un suo ingresso sarebbe a discapito di altri. Se così dovessero verificarsi le cose, nelle scelte l’attuale amministratore unico potrebbe trovarsi anche in difficoltà. Considerato un tecnico, è stato in ogni caso nominato da una giunta di centrosinistra... Ecco che il nuovo cda vedrebbe all’interno due esponenti del centrodestra, che andrebbero così a diventare maggioranza all’interno della Git. —



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