Laura e Norma, incontro dopo 60 anni

Ginnaste triestine in azzurro ai Giochi di Londra 1948 oggi si riabbracciano
Di Pierpaolo Pitich

Un momento atteso da 60 anni. Tanti ne sono passati da quando si sono viste per l’ultima volta, pochi anni dopo aver condiviso l’esperienza indimenticabile dei Giochi Olimpici di Londra del 1948. Quelli, per intenderci, di Ottavio Missoni nell’atletica, di Cesare Rubini, oro nella pallanuoto, e di una giovane Irene Camber nella scherma.

Sono le “mule” della Sgt, Laura Micheli e Norma Icardi, compagne di squadra in maglia azzurra, ma soprattutto amiche del cuore, anche lontano dalla pedana. Laura e Norma sono state le punte di diamante della nazionale di ginnastica che si è piazzata settima in quella Olimpiade, entrambe cresciute nel glorioso vivaio biancoceleste, guidato dal maestro Piero De Jurco. Le loro strade si sono divise subito dopo. Laura ha sposato il campione di basket Romeo Romanutti, anche lui ai Giochi di Londra, e si è trasferita a Milano. Norma per quasi 20 anni ha scelto di vivere in Australia, prima di fare ritorno nella sua Trieste all’inizio degli anni ’70.

Proprio oggi, dopo qualche contatto epistolare e telefonico, si rivedranno per riallacciare il filo dei ricordi passati, di vita e di sport. «Sarà un’emozione incredibile, non sarà facile trattenere le lacrime – racconta Norma Icardi - Al raduno collegiale di Prato prima e ai Giochi di Londra poi, abbiamo condiviso un’esperienza straordinaria, indimenticabile, dall’adrenalina delle gare fino al divertimento in compagnia delle atlete americane. Eravamo le uniche due triestine della spedizione azzurra, tra di noi c’era un legame particolare. Eravamo come due sorelle».

Un anno prima delle Olimpiadi, Laura e Norma erano state le protagoniste assolute ai campionati italiani di Roma, dove avevano conquistato rispettivamente il primo ed il secondo posto. Norma rappresentò una piacevole sorpresa mentre per Laura si trattò di una conferma ad alti livelli, che poi ebbe il suo riscontro a Londra dove conquistò il secondo posto agli anelli ed il terzo alla trave, oltre alla quarta piazza assoluta. Purtroppo per lei i regolamenti dell’epoca non prevedevano l’assegnazione delle medaglie per i singoli attrezzi, ma rimase comunque la grande soddisfazione del piazzamento. «Il mio ricordo personale di Londra ’48 è diviso per immagini. Rimane la grossa soddisfazione per quell’avventura, pur con il rammarico di non aver portato a casa il risultato concreto delle medaglie. Con Norma c’era una grossa amicizia ed un bel rapporto di stima. Eravamo molto affiatate visto che provenivamo dalla stessa città». Laura Micheli ora vive con la figlia in provincia di Torino e oggi sarà a Trieste, per riassaporare lo spettacolo del golfo e rivedere il castello di San Giusto. Ma soprattutto per riabbracciare finalmente l’amica Norma. Poi quello che si diranno resta nelle pieghe della loro sfera privata. E probabilmente è giusto che sia così.

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