Le 107 candeline di Nicolò ex autiere con il mito del Papa

Dalla difesa della Patria all’onorificenza di Cavaliere della Repubblica: il supercompleanno di un anziano pieno di orgoglio e ancora in gamba 

IL TRAGUARDO

Benvenuti nella città del benessere, dove si vive bene e a lungo. Nicolò German ne potrebbe essere il testimonial perfetto. Oggi compirà 107 anni nella sua abitazione di via Antoni, che ormai lascia di rado, assieme ai nipoti e agli amici. È senza dubbio tra i più anziani di Trieste, fa parte del nutrito club dei centenari (più di 200) ma non è il più vecchio. Malgrado l’età, Nicolò German è molto lucido e ancora autosufficiente, certo ha i suoi tempi di reazione, ma ha una forte fibra e un robusto appetito, soprattutto la sera. E questo è un buon segno. Quello che sta attorno al suo microcosmo lo incuriosisce ancora. Passa molto tempo alla finestra della sua abitazione. Praticamente, è il suo passatempo preferito.

Ma il suo idolo in questo momento è Papa Francesco, l’ha conquistato e lui lo segue alla tivù. Nicolò non ha alle spalle una vita banale, anzi. Tutt’altro, è stata molto movimentata. Nato a Neresine, a pochi chilometri da Lussinpiccolo, già da ragazzo ha lasciato l’isola per trasferirsi con la famiglia a Trieste. Inevitabile, viste le sue radici, la passione per il mare. Dopo aver ottenuto il diploma di motorista navale ha navigato per molti anni. Ma erano tempi difficili, il mondo era in ebollizione. German è stato chiamato a difendere la Patria che lui orgogliosamente ha servito. Come autiere dell’Esercito ha combattuto anche in Africa. Numerose le chiamate alle armi in occasione della seconda guerra mondiale. Un uomo dotato di coraggio e spirito di iniziativa. Dalla Sicilia, per esempio, ha tentato di tornare indietro a piedi fino a quando è stato catturato dagli alleati in Calabria e internato in Aspromonte. A casa lo aspettava la moglie Dorotea che gli aveva regalato una figlia, Rita. Entrambe non ci sono più. Ma non è solo. C’è un nipote che si prende quotidianamente cura di lui e che Nicolò aspetta con ansia.

Di due cose è sempre andato molto fiero e ne parla ancora adesso: di essere sceso in strada per difendere Trieste durante l’occupazione titina e di aver fondato la sezione locale dell’Associazione Autieri d’Italia, iniziativa che gli è valsa l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica nel 2016.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo