Le birre “dribblano” la pioggia Sotto i tendoni spazio a 16 stand

Un mercato che conta più di 800 birrifici artigianali, quello nazionale, con numeri in netta ascesa. Negli ultimi anni i piccoli produttori che si sono lanciati nel comparto sono aumentati del 400 per cento. Fino a oggi anche in città, a Birre di frontiera, potremo provare un piccolo assaggio di quanto offre un panorama sempre più diversificato, capace di proporre gusti peculiari adatti a tutti i palati e in grado, ormai, di sfidare il conclamato consumo di vino. Si parla di 27 litri l’anno pro capite, in quanto a bevande a base di luppolo.
Tra gli stand ai Giardini pubblici, che sfidano anche la pioggia di questi giorni, è possibile sperimentare l’offerta di 16 stand e il sapore di una cinquantina di birre, tra bionde, rosse, nere, weiss e gluten free. Da dove vengono? Quasi tutti da fuori. L’offerta regionale per questa iniziativa, infatti, è affidata solo a tre realtà. Ciò ricalca la situazione del Friuli Venezia Giulia dove figurano, al momento, poco meno di 40 microbirrifici (due di questi a Gorizia).
Ai Giardini pubblici troviamo così una rappresentanza del birrificio 620 passi di Marano lagunare e del birrificio Gjulia. È targata Friuli Venezia Giulia anche la birra senza glutine che però non ha un suo stand. Non mancano proposte ceche o austriache, Paesi che storicamente spiccano nel settore. Tra queste varianti straniere troviamo una delle birre più antiche d’Austria, la Kirter e tra quelle nazionali c’è un baracchino della Baladin, che ha una particolarità rispetto alle altre aziende: da più di vent’anni produce birre artigianali. Niente mode del momento, insomma, o adeguamenti al mercato dell’ultima ora. —
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