Le civiche si ribellano ai “giochi di potere” della Lega gradiscana

GRADISCA«Disposti a non sostenere un candidato di centrodestra, o a presentarne uno tutto nostro, se l’atteggiamento della Lega rimarrà questo». È polemica, a Gradisca, fra il partito di Salvini e...

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«Disposti a non sostenere un candidato di centrodestra, o a presentarne uno tutto nostro, se l’atteggiamento della Lega rimarrà questo». È polemica, a Gradisca, fra il partito di Salvini e le liste civiche che in questi 5 anni hanno di fatto rappresentato il centrodestra a palazzo Torriani. Ad accendere la miccia sono state le recenti dichiarazioni del segretario comunale leghista, Alessandro Ballaben, che aveva preannunciato un ruolo trainante del partito in vista delle prossime elezioni comunali.

Ballaben aveva affermato senza mezze misure che sui programmi e su eventuali alleanze le forze poltiche interessate «dovranno bussare alle porte della Lega» e aveva parlato di una prossima chiusura della propria lista, con tanto di doppio profilo di candidato sindaco già pronto: «Uno interno e uno esterno al partito: a scegliere la figura adatta saranno i nostri iscritti». Una dimostrazione di forza che non è piaciuta a Valter Cocco, Alessandra Fornasir e Diego Ravasin, i tre consiglieri che siedono in consiglio comunale in liste civiche vicine al centrodestra. «Le parole di Ballaben dimostrano un eccesso di sicurezza, quasi di prepotenza, nei confronti di liste e consiglieri che in questo lustro dai banchi dell’opposizione hanno rappresentato a palazzo Torriani anche le idee del centrodestra e della stessa Lega – afferma Cocco in veste di portavoce delle civiche –. E la mancanza di rispetto non è solo nei nostri confronti, ma anche dell’elettorato gradiscano che guarda in quella direzione. Prendiamo atto della grande sicurezza della Lega, ma possiamo assicurare che a scatola chiusa non accetteremo nulla, né programmi né persone. Non ci presenteremo certo dalla Lega col cappello in mano. Se l’atteggiamento rimarrà questo – conclude Cocco – ci riserveremo di decidere se non sostenere il candidato del centrodestra, o di presentarne uno nostro che sia espressione di civismo e voglia il bene della città». –



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