«Le dighe al largo solo dei palliativi»

La lavata di testa arriva da Grado Nostra. «La diga - recita la nota di Augusto Marocco - da non confondere con la passeggiata a mare che la sormonta, è un murazzo veneto di alta ingegneria marittima...

La lavata di testa arriva da Grado Nostra. «La diga - recita la nota di Augusto Marocco - da non confondere con la passeggiata a mare che la sormonta, è un murazzo veneto di alta ingegneria marittima dell’Ottocento. La solida forma venne costruita a dorso di mulo con grossi massi squadrati incastrati per lungo l’un l’altro; un’opera iniziata nel 1835 e terminata dopo 50 anni di lavori». Il presidente punta il dito sui lavori fatti anni fa «per ampliare di qualche decimetro la passerella». L’ampliamento non venne previsto verso l’interno ma verso il mare «e ciò ha comportato per forza di cose lo sradicamento dei massi posti sulla chiave di volta del manufatto. In poche settimane è stata ritagliata e asportata con le ruspe l’intera spina dorsale del murazzo storico per circa 600 metri. Oggi - chiude la nota - si torna a parlare di altri palliativi come le dighe esterne al paese, intervento complesso e difficile da capire in tutte le sue conseguenze». —

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