Le trafile per la chiusura iniziate alle fine del 2010
CORMONS. La discarica di Pecol dei Lupi è ufficialmente chiusa dal 31 dicembre 2010 per volontà dell’allora Provincia, ma in quest’ultimo decennio (o quasi) non sono mancati i colpi di scena. Il primo risale a meno di sei mesi dopo: l’11 giugno 2011, infatti, esce una notizia che l’allora sindaco Luciano Patat descriveva come «uno scenario inaccettabile». Il Piccolo titolava: “Errore di calcolo: la discarica non è esaurita, potrà accogliere immondizie per più di un anno”. Si scoprì che i metri cubi ancora disponibili per essere riempiti erano circa 36 mila.
Nel luglio 2012, però, la Regione sospese ogni decisione in attesa di un approfondimento giuridico. Dopo un paio d’anni di stallo ecco la decisione: chiusura definitiva. Che però non può diventare pienamente operativa perché nel frattempo emerge un altro problema: l’annoso braccio di ferro che oppone la Regione e un’azienda, l’ex Sir, che aveva aperto un contenzioso giuridico riguardo la decisione di espropriarle, all’epoca della realizzazione della discarica, una porzione di Pecol. La chiusura diventata infatti vincolata alla necessità che Regione e curatore fallimentare dell’azienda trovassero un accordo tra le parti: era il 2015. Il duello a colpi di carte bollate legali tra le due parti proseguirà in diversi gradi di giudizio fino a pochi mesi fa, quando in via definitiva ad avere la meglio è la Regione, che ottiene la titolarità di tutto il sito, ma intanto alle casse pubbliche il sito è costato più di 500 mila euro annui per la sola gestione dello status quo. —
M. F.
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