L’ex sindaco Calligaris diventa assessore

FOGLIANO. Esce Calligaris, entra Calligaris. Il vicesindaco, Daniele Dreossi, che, da sabato scorso, regge le sorti del Comune di Fogliano Redipuglia dopo le dimissioni del primo cittadino, pronto a correre alle regionali di aprile, rinforza la sua giunta e sceglie proprio Antonio Calligaris come assessore esterno. Una decisione che se, da un lato, punta a far leva sull’esperienza dell’ex sindaco, dall’altro suona come una risposta nei confronti di una legge che lo ha costretto a lasciare, visto che il suo Comune conta più di 3mila abitanti. Una battaglia politica che è una delle tante che ha caratterizzato la carriera politica di Calligaris, uno dei sindaci ribelli contro le Uti.
Dreossi, dunque, ha nominato Antonio Calligaris assessore con deleghe a bilancio, tributi, personale, società partecipate e sicurezza. Si tratta, in buona sostanza, delle materie, in particolare il Bilancio, Tributi e Personale, che già l’ex sindaco seguiva fino alle recenti dimissioni. Ma non è l’unica novità. Sempre Dreossi ha promosso in giunta anche il consigliere comunale Rosanna Tosoratti diventata assessore con delega a Cultura, Sport, Associazioni e Volontariato. Una nomina in quota Lega, quella di Tosoratti, moglie dell’ex segretario provinciale del Carroccio Walter Sepuca. «Questo – dice Dreossi – ci consente di continuare su deleghe importanti a operare in continuità fino alle comunali e ciò anche in modo da accompagnare e portare a compimento progetti già avviati dall’ente locale. Oltre, ovviamente, a permetterci di poter contare ancora per i prossimi mesi sulla normale attività svolta dall’ex sindaco sul nostro territorio».
Come noto la legge regionale prevede che i sindaci di Comuni con più di 3mila abitanti siano incandidabili alle elezioni regionali. Per poterlo fare devono dare le dimissioni, come fatto da Calligaris, almeno 90 giorni prima della data delle elezioni. Non è incandidabile, però, l’assessore, indipendentemente dal numero di abitanti del Comune e l’ex sindaco ha i requisiti di legge per ricoprire la carica. È inoltre riconosciuta dalla giurisprudenza al vicesindaco reggente la possibilità di nominare nuovi assessori. Come dire, fatta la legge, trovato l’inganno e Calligaris, ormai, è un politico navigato e conosce bene certi meccanismi ormai. «Come ho già avuto modo di dire – spiega Calligaris – questa norma sull’incandidabilità dei sindaci è ridicola. Scritta probabilmente ai tempi per colpire qualche primo cittadino che dava fastidio a chi era già eletto in Regione. ll sottoscritto, da sindaco di 3.052 abitanti, era così importante da influenzare con la sua carica il voto degli elettori e pertanto ha dovuto dimettersi, mentre l’assessore o il vicesindaco di una città da 30mila abitanti può tranquillamente rimanere in carica. Così, invece, pur adempiendo esattamente alla norma, le leggi ed il diritto mi consentono di continuare a rimanere al servizio dei nostri cittadini, seppure come assessore. Per me – conclude – questa è una questione di principio e, pertanto, all’atto dell’accettazione di nomina ho rinunciato, per tutta la durata della carica, alla corresponsione dell’indennità da assessore».
Calligaris, va detto, farà a meno di circa 400 euro netti al mese, mentre da sindaco ne percepiva 950 netti, anche perché, ricordiamolo, nel 2012 si era fatto decurtare spontaneamente l’indennità del 30%, facendosi applicare la norma prevista per i Comuni che contano meno di 3mila abitanti. Antonio Calligaris, sindaco per quasi due mandati, visto che il secondo si sarebbe dovuto concludere nel 2019, prenderà parte alla competizione regionale del 29 aprile con la Lega Nord. E nella stessa giornata si dovrebbe votare anche a Fogliano Redipuglia.
A questo punto scatta il toto sindaco. Le due coalizioni, quella di centrodestra che guida il paese e quella di centrosinistra, relegata all’opposizione già dal 2004, scaldano i motori e proprio in queste ore è annunciata un’assemblea straordinaria del Partito democratico.
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