L’ex sindaco Osso difende la roggia di piazza Grande

«Ipotesi assurde e incredibili»: non usa mezzi termini l’ex sindaco di Palmanova Roberto Osso nel definire le proposte sulle quali l’Amministrazione comunale attuale sta lavorando in merito al futuro della roggia di piazza Grande, sollecitata anche dai gruppi di opposizione. Il dibattito ha preso le mosse dalle condizioni della roggia, bisognosa di continue manutenzioni e spesso sporca.
Quando è stata realizzata la riqualificazione di Piazza Grande, i progettisti hanno pensato di collocarvi un segno della presenza dell’antica roggia, realizzando un tracciato esagonale con acqua. I costi del mantenimento della roggia hanno indotto il Comune dapprima a togliere l’acqua in alcuni periodi dell’anno e poi definitivamente. Ora si sta valutando di riempire di terra l’alveo della roggia per piantarci fiori, erba o piante di piccole dimensioni.
«Sono convito – afferma Osso – che la Soprintendenza non darà mai l’autorizzazione a compiere uno scempio di tal fatta. Un’operazione come quella proposta, inoltre, non è certamente a costo zero, né sarebbe a costo zero la manutenzione e la cura delle piante o lo sfalcio dell’erba». Per Osso l’acqua deve tornare nella roggia. «Ci sono tutti i meccanismi tecnologici – prosegue – per limitare i costi (pompe temporizzate e munite di dispositivi per regolarne la velocità), ma anche trattamenti dell’acqua con prodotti anti-alga per mantenerla pulita». Osso infine ribadisce come il progetto della piazza è stato frutto di attenti studi che hanno preso le mosse dall’antica conformazione del luogo. «Quel progetto va mantenuto inalterato». A riprova della bontà del risultato l’ex primo cittadino, nel cui mandato è stata fatta l’opera, ricorda che la realizzazione ha ricevuto importanti riconoscimenti in campo internazionale. «Uno fra tutti – rammenta – il Premio Gubbio, ricevuto nel 2003, assieme ad altri tre lavori sparsi in tutto il mondo, come migliore opera d’arte lapidea prodotta nel corso di due anni». —
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