L’ex soprintendente Picchione deve restituire 11 mila euro

La Corte dei conti: «carente» la documentazione legata ai rimborsi per trasferte  a Roma e a Udine durante il mandato a Palazzo Economo tra il 2012 e il 2015



Quasi 11 mila euro. Precisamente 10.954,11. È la cifra che l’ex soprintendente Mariagiulia Picchione dovrà restituire alla Soprintendenza ai beni culturali del Fvg che ha guidato tra il 2012 e il 2015. L’ha deciso la Corte dei conti regionale, presieduta dal giudice Paolo Simeon, lo scorso 15 maggio. La pratica è stata presa in mano dopo l’archiviazione del gip del Tribunale di Trieste di fine 2016 del procedimento penale per truffa ai danni dello Stato, avviato nel 2013. Senza addebito si è concluso anche il procedimento disciplinare del Mibact.

La Corte dei conti, esaminate le carte, ha presentato il conto. «La liquidazione dei rimborsi - si legge nella sentenza - si presenta macroscopicamente carente dei requisiti richiesti dalla vigente legislazione». Sotto i riflettori sono finite le numerose trasferte da Trieste a Roma (oltre 130 viaggi) e Udine (34 trasferte). «Per quel che concerne le trasferte a Roma, le tabelle di missione non sono accompagnate da documentazione ufficiale, né tantomeno l’attestazione formale dell’effettiva partecipazione agli incontri» spiegano i giudici della Corte dei Conti. In riferimento alla missioni a Udine il problema riguarda la distanza. «In caso di trasferte entro 80 chilometri dalla sede di assegnazione (Trieste, ndr) c’è l’obbligo del rientro nella sede principale». Nel corso delle indagini erano emerse 34 trasferte nella sede di Udine con autista, cene al ristorante e soggiorni all’hotel Astoria per un totale di oltre 4 mila 500 euro. A queste si è sommata anche un’infinità di viaggi a Roma (dove l’architetto Picchione risiede) in prossimità dei fine settimana. L’occasione dei viaggi (ne sono stati rendicontati più di 130) sarebbe stata quella di partecipare a vari convegni e incontri ministeriali nella capitale. Tutte le spese sono state autocertificate dalla Picchione in qualità di dirigente ministeriale. «Non sono state gite turistiche ma missioni di lavoro. È evidente che qualcuno ce l’ha con me», si era difesa in aula davanti al pubblico ministero.

L’architetto Picchione era arrivata a Trieste nel 2012 proveniente dalla Soprintendenza romana, per sostituire Luca Rinaldi. Ma nel capoluogo stava poco. Nel corso delle indagini gli investigatori avevano scoperto che nei mesi di dicembre 2012, gennaio, febbraio e marzo 2013, la soprintendente aveva lavorato nel suo ufficio di palazzo Economo per appena 27 giornate, mentre nella sede di Udine era rimasta per 30 giorni. Una media di presenza a Trieste di 4 o 5 giorni al mese. Con il Comune, guidato allora da Roberto Cosolini, le frizioni furono continue tra dehors e giostre con i cavallini. Non meglio con il Comune di Grado per gli alberi di Campo Patriarca Elia e il progetto “Grado 3”. Tesi pure i rapporti con i costruttori dell’Ance finiti a carte bollate. In tribunale è arrivata invece la vicenda legata ai lavori di manutenzione di Villa Pirzio Biroli a Moruzzo, in provincia di Udine. —



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