L’incontro segreto sull’ipotesi cessione dei terreni occupati dall’area a caldo

Bocche cucite sui contenuti del confronto Caldonazzo-D’Agostino. Patuanelli media 

il retroscena

La trattativa per la cessione dei terreni dell’area a caldo della Ferriera è iniziata, con la mediazione del ministro Stefano Patuanelli. Risale a sabato scorso l’incontro tenutosi a Trieste fra l’ad del gruppo Arvedi Mario Caldonazzo e il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino. Il primo valuta la cessione e il secondo l’acquisto, a patto che si trovi un’intesa benedetta dal Mise.

Sui contenuti del summit non trapela niente e anzi tutti negano che sia esistito, ma le indiscrezioni trovano sufficienti conferme per dire che Siderurgica Triestina e Authority stanno esplorando la vendita. L’idea è maturata durante le trattative estive condotte dall’assessore Fabio Scoccimarro. Ai primi incontri tenutisi al Mise, l’ingegner Caldonazzo aveva però cancellato l’ipotesi, spiegando di voler entrare in prima persona nella riconversione alla logistica portuale: probabilmente un espediente tattico per alzare i valori dell’area, visto che solo alcune settimane dopo l’azienda ha aperto di nuovo al subentro dell’Autorità portuale.

L’incontro fra Caldonazzo e D’Agostino è avvenuto a questo punto. Non è dato a sapere se si sia parlato già di cifre, ma è certo che l’Autorità sia intenzionata a entrare in possesso dell’area a caldo, che D’Agostino si era offerto di bonificare e poi cedere in concessione a nuovi investitori. L’idea è affidare la gestione a chi assumerà il controllo della Piattaforma logistica e userebbe i terreni per organizzare un terminal container servito da uno snodo ferroviario in grado di permettere la costruzione di convogli da 750 metri.

Proprio questo momento di sospensione spiega l’assenza di proposte concrete da parte dell’Autorità portuale nella stesura del nuovo Accordo di programma. È stato lo stesso segretario generale del Porto Mario Sommariva ad affermare nella teleconferenza di ieri che l’Adp potrà essere chiuso solo quando sarà chiaro il destino delle zone occupate dell’area a caldo. Il dirigente avrebbe anche ammesso l’esistenza di una trattativa. Al momento la bozza di Accordo dice che «ultimata la messa in sicurezza delle aree dismesse, Siderurgica o altra società del gruppo si rende disponibile a valutare la partecipazione a progetti di sviluppo delle aree». Bisognerà capire se ciò avverrà da protagonista o dentro una nuova cordata, dentro cui Siderurgica potrebbe a quel punto mantenere una partecipazione più limitata. —

D.D.A.

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