L’ingegner Fornasari e quello showroom dalle tende giallonere

Il progetto della falegnameria Olivieri e la sede in via Cipriani, lato via Trieste 

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Cinquant’anni fa, la fine degli anni Sessanta ha visto grande fervore nella conquista di diritti civili, nello sviluppo economico e del benessere, assieme ad una accelerazione del design, dalle automobili ai mobili, come quelli prodotti a Gorizia dalla storica falegnameria Olivieri, che in quegli anni decide per un nuovo design edilizio incaricando l’ingegnere Renato Fornasari (1912- 1981) al progetto di una nuova sede in via Cipriani, lato via Trieste, asse strategico d’arrivo in città dal raccordo autostradale.

Un grande show room antistante la parte produttiva, un lungo parallelepipedo vetrato chiuso ai lati da mattoni a tratti sporgenti e rientranti che ricordano certi estri dell’architetto finlandese Alvar Aalto frammisti ad interpretazioni brasileire, via dalla strada per un “arretramento consentirà la formazione di uno spiazzo davanti all’edificio che avrà tutta la facciata a vetrine per la mostra mobili”, come scrive Fornasari nella relazione di progetto: una grande vetrata, esposta a sud e riparata dal sole da una copertura fortemente aggettante.

Almeno trequarti degli studenti isontini hanno conosciuto Fornasari per gli anni trascorsi allo studio nelle scuole da lui progettate, architetture vissute intensamente arrivando spesso dalla sua stazione autocorriere della Ribi. Anche cinque anni di superiori all’Iti di via Puccini, al Fermi di via Diaz o all’Istituto d’Arte di Gorizia, ma anche scuole elementari, come la Nievo di Cormòns, cittadina per la quale aveva progettato la nuova Pretura, la quale finché conserverà la facciata continuerà a ricordare la storia secolare di come la Giustizia venisse amministrata nella cittadina collinare fino all’accorpamento della Pretura al Tribunale. La vetrata dello show room Olivieri, ultimato nel 1971 dall’impresa di Sergio Candosin, non è però abbastanza protetta dal lungo sporto di linda e così che nasce l’idea di una bella tenda a mezz’altezza, simmetrica e ben progettata, con drappi dai toni neutri ai lati, tortora, grigio e ocra rossa, che convergono al centro verso una banda di nero totale, affiancata da due pannelli di un giallo che più vivo non si può. I colori della bandiera degli Asburgo che tappezzavano la città il 29 settembre del 1900, per la visita di Francesco Giuseppe in occasione del quarto secolo di appartenenza della Contea di Gorizia alla Casa d’Austria. —



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