L’ipotesi di un impianto rifiuti preoccupa la minoranza

San Lorenzo. «Alquanto preoccupante», Enrico Simsig e Michela Tomada, consiglieri della lista di minoranza Movimento San Lorenzo-San Lurinz, definiscono così la situazione relativa allo stato di fatto e al futuro di un lotto della zona d’insediamenti produttivi del paese. In un’interrogazione erano state già chieste delucidazioni all’amministrazione uscente sulla questione e, ora, i due esponenti della minoranza chiedono nuovamente di essere informati su quanto sta accadendo. A San Lorenzo circola infatti una brochure legata al progetto di un impianto per la trasformazione dei rifiuti.
«In una convenzione stipulata nel 2008 tra l’allora amministrazione Clocchiatti ed una società privata , il Comune di San Lorenzo vendeva un lotto del Pip-Piano Insediamenti Produttivi per un importo di 356 mila euro vincolando l’assegnataria a non cedere a terzi lo stesso, per un periodo di 10 anni e con l’ obbligo di iniziare gli investimenti costruttivi entro un anno dalla stessa - notano i consiglieri -. Trascorso tale periodo, la società sarebbe stata libera di vendere o alienare il terreno a terzi, se il comune non avesse esercitato il diritto di prelazione. Ma la cosa più grave ed impegnativa per il bilancio del Comune è che la società poteva, ed ha chiesto, come previsto da un articolo della convenzione, la restituzione della somma versata rivalutata ad oggi riconsegnando l’ area all’amministrazione».
«L’attuale amministrazione Razza, in risposta alla nostra interrogazione presentata nell’ultimo consiglio comunale lo scorso 29 aprile, ha comunicato che tale problema esiste e che ne è venuta a conoscenza appena nel 2017, affermando che si tratta di un’eredità scomoda, sottoscritta dalla precedente amministrazione. Di più, sullo stesso lotto c’è una proposta presentata da un’altra società, pronta a rilevare il lotto, per poter realizzare un inceneritore di rifiuti speciali», notano Simsig e Tomada aggiungendo: «Vista la complessità e la problematicità della situazione possiamo tranquillamente affermare che, fino ad oggi, c’è stata troppa leggerezza nell’affrontare questo caso, pur sapendo che nell’accordo erano presenti delle clausole molto gravose per il Comune». I due si chiediamo quindi: «Come può un Comune così piccolo impegnarsi a tali condizioni senza aver mai comunicato in modo trasparente ai propri cittadini questa situazione? Ed oltre il possibile danno economico ci potrebbe essere anche un danno ambientale, che per il bene e la salute di tutti i sanlorenzini, speriamo non avvenga mai».
«Vogliamo infine rimarcare che, dopo la questione del lodo Irisacqua, in cui il comune a causa di una scelta politica dell’amministrazione uscente dovrà comunque pagare, ora si aggiunge un altro conto salato, che toglierà ulteriori risorse da utilizzare per vari progetti all’interno del paese, per una cifra che, probabilmente, si aggira attorno ai 400 mila euro. Cifra che sicuramente si dovrà reperire aumentando i tributi locali e utilizzando l’avanzo di bilancio disponibile.
Visti i presupposti, Simsig e Tomada si chiedono infine quale sia il male minore: «togliere risorse al paese o accettare un inceneritore». —
S.B.
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