Lo scalo di Ronchi vara il piano marketing

Stanziati dalla giunta 1,5 milioni. Addio a livree e colibrì. La strategia, concordata con TurismoFvg, punta su canali tradizionali
Debora Serracchiani alla cerimonia di presentazione dell'aereo "sponsorizzato"
Debora Serracchiani alla cerimonia di presentazione dell'aereo "sponsorizzato"

TRIESTE. Quest’anno niente livrea e colibrì, la campagna promozionale delle polemiche. Per pubblicizzare il Friuli Venezia Giulia sulle rotte aeree Turismo Fvg e Aeroporto di Ronchi, con 1,5 milioni a disposizione fino a fine 2016, mettono a punto un’azione di marketing tradizionale: banner, spazi web, redazionali su riviste di settore, video nelle sale d’attesa e tavolini a bordo sponsorizzati.

La posta che la Regione dirotta alla società aeroportuale è messa nero su bianco in delibera di giunta. Il milione e mezzo di euro, si legge, è finalizzato a sostenere «piani di comunicazione e di marketing che promuovono il territorio Fvg tra i passeggeri dello scalo regionale verso gli aeroporti nazionali e internazionali». Contestualmente la giunta adotta i contenuti dello schema di convenzione sottoscritti per la Regione da Mauro Zinnanti, direttore del Servizio mobilità della direzione Infrastrutture, e per l’Aeroporto dal presidente Sergio Dressi. Nell’accordo si prevede appunto la pianificazione di «attività di promozione attraverso mezzi che diano visibilità all’offerta turistica della regione su mercati già collegati da voli diretti, o tramite scalo, a Ronchi, e ancora in aree geografiche per le quali un collegamento diretto potrebbe essere attivato in futuro».

Nel merito le strategie per il 2015 (ma il tempo di utilizzo delle risorse scadrà il 30 giugno 2016) sono state concordate tra Turismo Fvg e Aeroporto, con l’Agenzia di Villa Chiozza a fare da coordinatore delle diverse iniziative o con stipule dirette dei contratti con le compagnie aeree, in primis Alitalia, o concordando con Ronchi la parte gestita dalla società. Niente di nuovo, posto che il bis della livrea non è mai stata un’opzione, non dopo gli attriti che hanno di fatto congelato i rapporti tra giunta e i vertici aeroportuali. E dunque nel “pacchetto” rientrano azioni consolidate come le pubblicità su portali e riviste (sono già usciti un paio di redazionali su Ulisse, il magazine di Alitalia), i video sulle bellezze del territorio in aeroplano o nelle sale d’attesa (tra l’altro in quella vip di Fiumicino, la “Dolce vita”), gli spot visibili non appena si abbassano i tavolini a bordo e i banner negli scali o online. La Regione si impegna a trasferire le risorse a Ronchi per il 60% alla registrazione del decreto che prende atto dei contenuti della convenzione, per il 30% entro il 30 giugno, per il restante 10% entro il 30 settembre 2015. A fine anno l’Aeroporto comunicherà gli esiti dell’intera promozione, fermo restando che a ogni trimestre dovrà inviare alla Regione copie delle fatture quietanzate relative alle attività poste in essere.

Quello che manca, secondo Dressi, è «la caccia ai tour operator del Nord e dell'Est Europa in modo da riavviare l’organizzazione di voli charter estivi verso le nostre destinazioni turistiche, che funzionarono molto bene nel 2007 e nel 2008 e che sono poi stati cancellati per effetto e per timore della crisi. È un lavoro che può fare peraltro solo Turismo Fvg, ma che purtroppo non decolla».

Ultime considerazioni di un presidente in scadenza che ha visto prolungare ancora per un mese la sua presenza alla guida di Ronchi. L’assemblea di approvazione del bilancio (-1,2 milioni il “rosso” accertato dal cda) è slittata da fine aprile al 27 maggio. «Al momento - conferma il presidente uscente - quella è la data, non ci sono novità. Mal che vada – scherza – mi faranno fare un altro mese». L’attesa riguarda la nomina del successore, un manager che la giunta ha cercato nel corso del 2015 ma al momento, anche forse per la ristrettezza del budget a disposizione (si parla di 60mila euro di indennità annua), non è riuscita a individuare. Si tratta anche di seguire una procedura che prevede una prima indicazione del nuovo cda in giunta, un successo passaggio in commissione e un altro, e definitivo, via libera dell’esecutivo. Un iter che durerà non meno di un paio di settimane, con la necessità di individuare uno spazio in agenda all’interno dell’attività consiliare.

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