Lo sconto benzina regionale torna nel mirino della Ue

Bruxelles avvisa la Regione: i nuovi contributi potrebbero essere messi in mora dopo l’estate. Ciriani: dobbiamo aspettare
Foto BRUNI TRieste 02.11.2011 Distributori Tamoil:sconti speciali
Foto BRUNI TRieste 02.11.2011 Distributori Tamoil:sconti speciali

TRIESTE. Bruxelles avvisa la Regione: pure la nuova legge sulla benzina regionale rischia la messa in mora. La scontistica configura infatti un aiuto di Stato, operazione fuori legge nell’ordinamento dell’Unione europea. Ce n’è abbastanza per un allarme bis ma Daniele Galasso, capogruppo del Pdl, prova a rassicurare cittadini e imprese: «Al momento c’è solo la lettera di un funzionario. Se ci chiameranno, andremo a spiegare». L’informazione arriva dagli uffici della Regione a Bruxelles. Stando a contatti informali con la Commissione, pare si vada verso una messa in mora “complementare” anche della nuova legge, la 14 del 2010, che ha sostituito la storica 47 del 1996, già oggetto di procedura di infrazione europea.

Nessuna archiviazione del dossier, anzi. L’Europa intende estendere il campo di applicazione della procedura pure alla legge di due anni fa, quella che introduce un nuovo sistema di contribuzione sugli acquisti di carburante a beneficio della popolazione residente. I contributi (da 9 a 14 centesimi per il gasolio e da 14 a 21 centesimi per la benzina) sono determinati per ciascuna delle due aree di riferimento del territorio regionale. Agli occhi della Commissione, così spiegano gli uffici regionali Bruxelles, la legge 14 suscita perfino più perplessità della normativa precedentemente in vigore per quanto riguarda la compatibilità con la direttiva del 2003 "Tassazione energetica”, lì dove si fissano le regole di applicazione delle accise sui prodotti energetici. Nel mirino comunitario c’è il fatto che nella formulazione della 14 si individua più facilmente la relazione tra la riduzione di prezzo e il livello di accisa. In sostanza, lo sconto su un’imposta statale si configurerebbe come aiuto di Stato, un passaggio vietato. L’ipotesi è che la lettera di messa in mora complementare possa essere inviata subito dopo la pausa estiva.

Entro la prima metà di luglio gli uffici della Regione a Bruxelles dovrebbero però ottenere informazioni più precise. «Non ci resta che attendere – si limita a dire il vicepresidente della Regione Luca Ciriani – e a prendere atto che effettivamente dai primi contatti la Commissione sembra intenzionata a mettere in mora la nostra legge». Non è la prima volta che la Commissione europea si occupa delle leggi regionali che abbassano i prezzi di benzina e gasolio per consentire alla Regione, e allo Stato, di fronteggiare la concorrenza oltreconfine. Già nel 1998, ultimi mesi della giunta Cruder, il Friuli Venezia Giulia convinse l’Ue che la legge 47 del 1996 non contestualizzava le agevolazioni in un’ottica di accisa ridotta ma piuttosto di incentivi all’acquisto del carburante. La contestazione più pesante arriva però nel 2010, con la Commissione che notifica all’Italia l’avvio di una procedura di infrazione citando la direttiva 96. L’Italia, sosteneva l’Europa, «applicando un’aliquota di accisa ridotta in Fvg, ha istituito una concorrenza illegittima nei confronti della Slovenia». Ancora una volta, come allora, Roma dovrà dare delle spiegazioni.

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