L’omaggio in Toscana a Gallon dagli amici ciclisti di Pieris

Il corridore bisiaco cresciuto nel Crda si trasferì in Toscana dove ha costruito a suon  di vittorie una grande carriera. Fatali gli esiti di un incidente

SAN CANZIAN

A tre mesi dalla scomparsa, un gruppo di amici di Gianfranco Gallon, più che una promessa del ciclismo italiano, nato a Monfalcone e da tempo radicato a Pieris, ha voluto ricordare la figura del campione e un uomo di grande umanità. L'iniziativa è partita dal farmacista e compaesano di Gallon, Luciano Spanghero. Il gruppo si è recato a Gaiole in Chianti, terra in cui Gianfranco Gallon ha raccolto i maggiori successi, in occasione della corsa ciclistica "Eroica". Nel primo anniversario della morte di Luciano Berrutti, simbolo della corsa, accanto al monumento a lui dedicato, il gruppo isontino ha ricordato il ciclista bisiaco. Oltre a Luciano Spanghero, erano presenti anche Renzo Gregorin, Mauro Pelosin, il presidente del Team Isonzo Ciclistica Pieris Giorgio Bordignon. Si è aggiunto il ricordo affettuoso del compagno di corse Roberto Poggiali, del capitano di Gallon, Franco Bitossi, e di tanti altri appassionati di ciclismo. Gallon, all’esordio con i colori del Cra Crda vinse 17 gare e nei due successivi anni altre 33. Dopo aver vinto anche due edizioni del Trofeo Friuli, nel 1961 si trasferì in Toscana per correre tra i dilettanti con la Toscano-Atala. Il 25 aprile del 1962 Gallon cadde in un incidente, battendo la testa e restando in coma alcuni giorni. Gallon si rimise presto in sella, raccogliendo nel 1963 11 successi e diventando riserva azzurra all'Olimpiade di Tokyo del 1964. Alla fine del 1966, conquistato il Giro di Toscana, firmò con la Filotex, diventando professionista nella squadra capitanata da Franco Bitossi, e nel 1968 passò alla Kelvinator. Iniziò in quel periodo a fare i conti con gli effetti dell’incidente che l'aveva coinvolto 6 anni prima. —

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