«L'omeopatia? Del tutto priva di efficacia»

L’omeopatia è inefficace. Lo afferma il più importante centro di ricerca medica australiano che, come raccontato dal quotidiano britannico Guardian, ha appena passato in rassegna un’ampia serie di studi sull’argomento. Giungendo alla conclusione che la pratica inventata agli inizi dell'Ottocento dal medico tedesco Samuel Hahnemann è priva di efficacia nel trattamento di «qualsiasi condizione di salute».
Le affermazioni dell'omeopatia «sono state ampiamente smentite da molteplici studi - ha spiegato il Guardian -, ma il Concilio nazionale della salute e della ricerca medica (Nhmrc) ha preso in rassegna per la prima volta 225 ricerche sull'omeopatia per poi rendere pubblica la sua presa di posizione».
La pratica Questa pratica, si legge nell'indagine del Nhmrc, «è un tipo complementare di medicina alternativa». È basata su due idee principali: «Che le sostanze che possono causare malesseri o sintomi in una persona sana possano, in dosi molto piccole, curare quei sintomi in una persona malata; e che le molecole in sostanze altamente diluite mantengono una memoria della sostanza originaria».
«Prove insufficienti» Assunzioni che secondo i ricercatori australiani sono da ritenersi infondate. Il centro di ricerca conclude infatti il suo rapporto dicendo che «non ci sono condizioni di salute per la quali ci sia una prova affidabile dell'efficacia dell'omeopatia». Scrive il Nhmrc: «L'omeopatia non dovrebbe essere usata per trattare condizioni di salute che sono croniche, serie o che potrebbero diventare serie. Le persone che scelgono l'omeopatia potrebbero mettere a rischio la propria salute se dovessero rigettare o ritardare trattamenti per i quali c'è una buona prova di sicurezza ed efficacia». Il centro sottolinea l'importanza di rivolgersi sempre prima al medico: «Le persone che stanno considerando di usare in ogni caso l'omeopatia dovrebbero prima chiedere consiglio al medico. Coloro che usano l'omepatia dovrebbero dirlo al medico e mantenere ogni trattamento prescritto».
Gli studi Il responsabile del comitato per lo studio dell'omeopatia del Nhmrc, il professor Paul Glasziou, si augura che lo studio porti a un progressivo allontanamento da questa pratica della medicina alternativa. «Ci saranno persone che non risponderanno al nostro rapporto, e persone che diranno che è tutta una cospirazione dei poteri forti - afferma -. Ma noi speriamo che ci sarà molta gente ragionevole là fuori che riconsidererà l'opportunità» di usare e vendere quelle sostanze. Secondo quanto riporta il rapporto del centro, alcuni degli studi presi in analisi sostenevano l'efficacia dell'omeopatia ma, così riferisce il Guardian, «la qualità di quegli studi era mediocre e soffrivano di diversi difetti nella loro struttura, inoltre non avevano un numero di partecipanti sufficiente a provare che l'omeopatia funzioni meglio di una qualsiasi pillola di zucchero».
«Come un placebo» Queste le conclusioni dello studio: «Per alcune condizioni di salute, gli studi riportano che l'omeopatia non è più efficace del placebo. Per altre condizioni di salute, vi sono studi di qualità scadente che registrano nell'omeopatia un'efficacia superiore ai placebo, o un'efficacia pari ad altri trattamenti». In ogni caso, precisano gli studiosi australiani, «a causa delle loro limitazioni quegli studi non erano affidabili per trarre conclusioni sull'eventuale efficacia dell'omeopatia. Per le restanti condizioni di salute non era possibile arrivare ad alcuna conclusione sulla possibilità che l'omeopatia sia efficace oppure no, perché non c'erano prove sufficienti».
In Italia Nel nostro Paese i prodotti omeopatici possono essere venduti esclusivamente nelle farmacie, e il loro acquisto è completamente a carico dei clienti. Non esistono convenzioni con i servizi sanitari pubblici al riguardo.
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