L’opposizione: dal sindaco toni eccessivi sul caso Ferrari

Bonaventura Monfalcone-16.02.2019 Presentazione candidato Bruno-Staranzano-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-16.02.2019 Presentazione candidato Bruno-Staranzano-foto di Katia Bonaventura



«Ha usato parole mafiose». Quella considerazione fatta nell’ultimo Consiglio comunale dal sindaco Rodolfo Ziberna e confermata il giorno dopo alla stampa relativamente all’ispezione di Serenella Ferrari al Castello di Gorizia ha spiazzato anche l’opposizione. Che ritiene assolutamente «ridondante e eccessivo» tale giudizio, soprattutto in quanto espresso dal primo cittadino durante un’assemblea pubblica.

È Rosy Tucci a inoltrare un breve scritto a nome dei gruppi di opposizione. Dove, in sostanza, si condannano i toni «sopra le righe» utilizzati dal sindaco. «Senza alcuna pretesa di addentrarsi nei dettagli della querelle Ferrari-Oreti-Ziberna, anche alla luce degli articoli di stampa, alcune considerazioni ci paiono quanto mai doverose. Innanzitutto, al di là dei protagonisti della scena, nessuno (per lo meno dell’opposizione) è entrato nel merito del dibattito, non conoscendo i termini della questione, oltre che per rispetto verso i dipendenti comunali. Semmai, ciò che ci ha lasciati esterrefatti sono stati il tono e i termini usati in aula dal sindaco nel corso dell’intero consiglio».

Non solo. La minoranza sottolinea anche un altro aspetto. «La consigliera, peraltro, aveva posto degli interrogativi precisi sul Castello di Gorizia ai quali, questo l’aspetto più significativo della vicenda, non sono state fornite risposte».

Serenella Ferrari, dal canto suo, ha già riconsegnato la delega alla rete museale. «Mi dispiace – erano state le sue parole – che, invece di parlare di cose concrete, abbiano voluto attaccarmi sul personale cercando di infangare la mia reputazione. Conosco benissimo quali siano i metodi della fabbrica del fango: si vuol far credere che io abbia maltrattato i dipendenti e che abbia svolto un’ispezione durata ore. In realtà, ero al castello per lavoro non più di venti minuti così ho reputato utile, in qualità di consigliere e avendone facoltà, chiedere informazioni e vedere un dipinto che si trova nella sala del Conte. Mi meraviglio di come un atteggiamento garbato abbia potuto trasformarsi in una lettera di protesta nei miei confronti». —



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