Lucinico e Piedimonte: domenica i campanili si aprono ai visitatori
Il brivido dell’altezza, lo stupore di fronte alla vastità del paesaggio osservato dall’alto, la curiosità di un punto di vista insolito. E ancora il fascino della storia e dell’architettura, le suggestioni delle tradizioni. Potranno sperimentare tutte queste emozioni coloro che domenica decideranno di partecipare all’ottava edizione di “Campanili aperti”, l’iniziativa promossa congiuntamente dall’associazione Campanari del Goriziano e dal Grup Cultural Furlan Scampanotadôrs di Mossa, in collaborazione con le parrocchie di Lucinico e Piedimonte. Sì, perché l’edizione 2019 dell’iniziativa che mira a valorizzare e aprire al pubblico i campanili del territorio, inaccessibili ai “non addetti ai lavori”, si svolgerà sulle torri campanarie di Lucinico e di Piedimonte.
«Saranno due prime assolute – racconta Andrea Nicolausig, presidente dell’associazione goriziana –, e ne siamo orgogliosi. Anno dopo anno l’interesse del pubblico per l’iniziativa è sempre più alto, sulla scia anche di altri progetti simili, come quelli del Fai ad esempio, che portano i cittadini alla scoperta dei gioielli nascosti del territorio». Le giornate di “Campanili aperti” coinvolgono svariate decine di persone, di tutte le età e di tutte le provenienze, e rappresentano anche l’occasione per gettare le basi di nuovi progetti. Dopo la visita al campanile di Capriva, nel 2018, l’associazione Campanari del Goriziano ha visto avvicinarsi un gruppo di giovani del paese che ha deciso di fondare un gruppo di scampotadôrs.
Tornando invece all’edizione alle porte, domenica le visite ai due campanili di Lucinico e Piedimonte sarà possibile dalle 15 alle 19: nel primo caso con visita guidata alle 17.30 con Paolo Iancis e Lino Visintin, nel secondo alle 15.30 con Giulio Tavian (e la collaborazione di Alessio Marega). A Piedimonte la giornata sarà anche occasione per ricordare i 130 anni della campana maggiore, unica superstite del concerto realizzato nel 1889 da Francesco Broili. Le altre due, superata la Grande Guerra, vennero requisite nel corso della Seconda guerra mondiale, e poi rifuse. Ma suggestiva si annuncia pure la visita a Lucinico, il cui alto campanile venne riedificato dopo le devastazioni belliche in forme diverse rispetto alla torre originale, che oggi ne costituiscono la caratteristica peculiare. Non solo: dalla cella campanaria, vista la posizione rialzata della chiesa, si può godere di un panorama insolito e mozzafiato su Gorizia, la pianura e le montagne alle spalle della città. —
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