L’ultima vicina del rudere: «Ora temo per la mia casa davanti a pioggia e umidità»

Al coro di preoccupazione e incertezza legato agli sviluppi della situazione relativa alla palazzina di viale XX Settembre distrutta dalla tragica esplosione di poco più di cinque mesi fa, ora si aggiunge una nuova voce. È quella di un’altra vicina della casa crollata, la cui situazione è se vogliamo ancor più disagevole rispetto a quella delle famiglie – di cui abbiamo raccontato qualche giorno fa – che dal giorno dell’esplosione non possono più disporre del cortile del loro piccolo condominio e soprattutto della rimessa dove parcheggiavano le automobili.
La donna, che ha voluto confidare il suo sfogo, chiedendo però di poter restare anonima, è di fatto l’unica inquilina rimasta nell’edificio che si trova a fianco della palazzina devastata dalla fuga di gas la scorsa estate, al civico 70 di viale XX Settembre. Da quella notte maledetta, nella quale persero la vita tre persone, la quotidianità della signora è stata stravolta.
«Dopo quel che è successo il mio appartamento non era più sicuro, perché in seguito all’esplosione comparvero delle crepe sul soffitto – racconta la donna –. Così sono stata diffidata dal restare in casa senza effettuare dei lavori di sistemazione e messa in sicurezza del tetto, che ho dovuto eseguire a spese mie, trasferendomi nel frattempo in via temporanea da mio figlio. Ma sono stati quattro mesi lunghi e difficili».
Non solo. Il problema è che ora, al ritorno nel suo appartamento, nuove preoccupazioni affollano i pensieri della signora. «In queste settimane, e specialmente negli ultimi giorni, le piogge si sono ripetute abbondanti e continue – dice –, e io ho iniziato a notare sul muro della palazzina crollata, che confina proprio con casa mia, una serie di macchie di umidità, che proseguono e si diffondono fino al tetto dello stabile dove vivo. La mia paura è che ora la pioggia possa intaccare anche il tetto che ho appena sistemato, con un sacrificio economico notevolissimo peraltro».
Così la donna ha contattato i vigili del fuoco – che le hanno confermato come in effetti le forti piogge stiano impregnando le pareti dello “scheletro” di pietra e cemento che è ormai la palazzina crollata, e si è rivolta anche al Comune. Che non ha potuto far altro che ribadire che il rudere è ancora sotto sequestro, e che dunque la situazione è cristallizzata.
«Sono sempre più preoccupata – dice la donna che vive in viale XX Settembre –, perché la brutta stagione è appena iniziata, e io temo che la mia casa possa essere ulteriormente e nuovamente danneggiata. Inoltre, con i tempi lunghi della burocrazia, non ho idea di quando e come potrò riavere i soldi che ho speso per riparare il tetto. Insomma, vorrei che fosse fatta chiarezza, e che la casa distrutta dall’esplosione venisse svincolata e sistemata in modo da non creare più disagi». –
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