L’ultimo viaggio di Franz Ferdinand nelle foto di allora

La mano del rivoluzionario Gavrilo Princip mise fine all’esistenza dell’arciduca Franz Ferdinand, erede al trono d’Austria, e di sua moglie Sofia. Il rumore degli spari, era la mattina del 28 giugno...
Lasorte Trieste 02/07/14 - Piazza Unità, Piazza della Borsa, Mostra su Franz Ferdinand
Lasorte Trieste 02/07/14 - Piazza Unità, Piazza della Borsa, Mostra su Franz Ferdinand

La mano del rivoluzionario Gavrilo Princip mise fine all’esistenza dell’arciduca Franz Ferdinand, erede al trono d’Austria, e di sua moglie Sofia. Il rumore degli spari, era la mattina del 28 giugno 1914, riecheggiò non solo nel cielo di Sarajevo, ma raggiunse l’intero territorio dell’Impero austro-ungarico e di quella che, a distanza di 100 anni, conosciamo come l’attuale Europa. L’attentato compiuto dal diciannovenne bosniaco, infatti, divenne il casus belli che scatenò il primo conflitto mondiale, il cui virus covava già da tempo e attendeva solamente un pretesto per venire alla luce. Con la dichiarazione di guerra da parte dell’Austria-Ungheria al Regno di Serbia iniziò un processo di trasformazione geopolitico che lasciò sul campo, solo per quanto riguarda la Grande guerra, oltre 9 milioni di soldati e almeno 5 milioni di civili. La città di Trieste, anche in questo frangente, rivestì un ruolo centrale, almeno dal punto di vista simbolico. Il 2 luglio del 1914 la corazzata “Viribus Unitis” attraccò sulle rive e sbarcò le salme dell’arciduca e di sua moglie davanti a piazza Grande, per un funerale di Stato che rappresentò la fine dei grandi imperi plurietnici. A 100 anni di distanza, il sindaco Roberto Cosolini, insieme a Comunicarte, con la collaborazione di Claudio Ernè, Pierluigi Sabatti e con il contributo di Acegas Aps, ha voluto ricordare quell’avvenimento storico. Tre installazioni con fotografie dell’epoca di Mario Circovich, Francesco Penco e Carlo Wulz hanno fatto capolino in piazza Unità e piazza della Borsa, lungo il primo tratto del percorso che, in quella data del 1914, portò le due salme alla stazione della Ferrovia meridionale, da dove furono portate a Vienna. «Il nostro intento - ha spiegato Cosolini - è stato quello di proporre un programma di iniziative che fuoriuscisse dalla retorica, dal patriottismo e dagli episodi bellici, ma che raccontasse un periodo storico complesso, durante il quale i figli della medesima città si ritrovarono a combattere su fronti contrapposti».

Il ricordo del funerale di Franz Ferdinand, infatti, anticipa altre manifestazioni che si inseriscono nella commemorazione del centenario della Grande guerra, come l’inaugurazione del Civico Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez che si terrà il prossimo 28 luglio. Altre due mostre, il cui obiettivo è quello di sviluppare una riflessione sul rapporto tra Trieste e Vienna, verranno allestite nei prossimi mesi in città. In attesa dei futuri vernissage, rimangono da ammirare le installazioni con le suggestive foto storiche che ritraggono l’ultimo viaggio verso casa di Franz Ferdinand. Immagini che vedono sullo sfondo una Trieste vestita a lutto, alla vigilia di un conflitto che cambierà la storia.

Luca Saviano

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