Luoghi del cuore del Fai: in gara il “Memoriale dell’Antartide”

. Il Memoriale dell’Antartide “Valle Italia”, unico “luogo del cuore” nel Comune di Cervignano, partecipa al censimento del Fondo Ambiente Italiano. Tra i tanti siti presenti in regione, i ragazzi dell’Iti Malignani 2000 e del liceo Einstein hanno realizzato e promosso la ricostruzione delle fondamenta della prima base scientifica italiana in Antartide. La stazione di ricerca Bove fu distrutta ma gli studenti cervignanesi, assieme alla Protezione civile, ai Radioamatori, agli Alpini, ai Marinai d’Italia e ad altre realtà del territorio l’hanno ricostruita a distanza (conservazione ex situ). Sarà possibile votare fino a venerdì collegandosi al sito www. iluoghidelcuore. it cercando “Memoriale dell’Antartide” . I moduli sono disponibili anche in biblioteca.
L’obiettivo è ottenere 2000 firme per un riconoscimento del Fai. Al momento le firme raccolte sono circa 1.500. «Alla realizzazione del manufatto – spiega Julius Fabbri, docente di scienze al liceo Einstein e ideatore del progetto – hanno partecipato anche diversi genitori. In totale abbiamo movimentato circa 15 metri cubi di pietre pesanti. Ringrazio Ermes Godeassi per aver donato le pietre, i volontari della Protezione civile, Credifriuli e le autorità che hanno partecipato all’inaugurazione, lo scorso 25 maggio».
Il Comune, partner del progetto, chiama i cittadini a raccolta. «Tutti i cervignanesi sono invitati a scendere in campo – scrive in una nota l’amministrazione – Il Memoriale dell’Antartide “Valle Italia” è l’unico “luogo del cuore” di Cervignano. L’obiettivo è passare dalle quasi 1.500 firme alle 2.000 necessarie per partecipare alla selezione. Il fine è non abbandonare il Memoriale, che, senza risorse, rischia di scomparire». Lo scorso mese di maggio, come detto, c’è stata la cerimonia d’inaugurazione della stazione di ricerca scientifica “Giacomo Bove”, prima base di ricerca scientifica italiana in Antartide, lasciata nell’incuria e per oltre 42 anni. Il progetto aveva come obiettivo il recupero e la conservazione della memoria storica del sito. Il nuovo “Memoriale Nazionale dell’Antartide di Cervignano” è l’unico caso italiano di conservazione ex situ di un’area italiana in Antartide.
«La base – spiega Fabbri – fu inaugurata nella Penisola Antartica il 20 gennaio 1976. Le poche pietre rimaste sono state lasciate nell’incuria. L’idea di recuperare la memoria della base italiana nasce da un concorso Unesco, al quale si erano iscritte alcune classi dell’Isis Bassa friulana». Il “Nuovo Campo Bove” ospita pannelli illustrativi, diorami, plastici e anche una stazione radio.
«Quello che mi ha spinto a fare qualcosa di concreto – aggiunge il docente – è la constatazione che il sito originale si sta degradando senza che alcuna autorità faccia alcunché. La base era dotata di laboratori, biblioteca, cucina con dispensa, bagno, soggiorno e dormitori. Nei servizi c’era acqua corrente direttamente dai ghiacciai. Di essa ora restano solo le pietre delle fondamenta, ricostruite a Cervignano per preservarne la memoria. Sottolineo che l’opera non è ancora ultimata». –
Riproduzione riservata © Il Piccolo








