Malversazione e truffa Belsasso in aula

La pubblica amministrazione ha sicuramente il potere discrezionale di decidere se continuare o meno nell’opera intrapresa, perché l’interesse pubblico ben può variare nel tempo e ha comunque il...

La pubblica amministrazione ha sicuramente il potere discrezionale di decidere se continuare o meno nell’opera intrapresa, perché l’interesse pubblico ben può variare nel tempo e ha comunque il diritto di mantenere distinto quanto precedentemente svolto da altro soggetto da quanto resta ancora da svolgere». Questo si legge nella parte finale della sentenza sul ricorso di Globo. La morale è che «il Comune non può ritenersi obbligato a dover per forza continuare nell’iter dell’iniziale progetto, facendosi carico di debiti pregressi». Né «era tenuto a dar corso ad alcuna conferenza di servizi finalizzati a comporre interessi in cui non era tenuto a ritenersi coinvolto. La richiesta poteva essere eventualmente riscontrata negativamente, a puro titolo di cortesia istituzionale, ma anche questa non costituisce un obbligo, e men che meno un obbligo azionabile in via giudiziaria».

Si chiude così con una sconfitta la partita in sede di giustizia amministrativa di primo grado giocata da Belsasso, per il quale si apre ora quella penale: nell’udienza del 25 gennaio dovrà rispondere davanti al giudice Luigi Dainotti delle ipotesi di reato di truffa e malversazione contestategli dal pm Federico Frezza. L’associazione Globo, di cui Belsasso è lo storico numero uno, è il soggetto capofila per l’appunto dell’incompiuta Era. Era è la sigla identificativa dell’Esposizione di ricerca avanzata che Trieste Science Center - il consorzio costituito nel 2003 dal Comune e dalla stessa Globo, oltre che da Provincia e Università - avrebbe dovuto realizzare all’ex Centro meccanografico delle Ferrovie, immobile di proprietà del Municipio locato proprio a Trieste Science Center, che l’aveva subaffittato a sua volta a Globo.

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