Marano: «Tami non deve restituire nulla all’Authority»

Il presidente della cordata che ha la maggioranza di Ttp replica a Monassi. Ancora top secret i nuovi nomi del Cda
sterle trieste l'arrivo della costa marina
sterle trieste l'arrivo della costa marina

di Riccardo Coretti

«Niente da chiarire e, soprattutto, niente da pagare». Senza volontà di polemica ma con l'intento di essere esplicito, Antonio Marano, presidente di Tami – nuovo socio di maggioranza di Trieste terminal passeggeri - , risponde al presidente dell'Autorità portuale, Marina Monassi, in merito a quella che rischia di trasformarsi in una querelle a pochi giorni da un appuntamento decisivo.

Il 2 febbraio, infatti, Ttp ha convocato l'assemblea dei soci e in quella sede verranno nominati il nuovo consiglio di amministrazione e i nuovi vertici della società, che dovrà gestire i 150mila passeggeri previsti per la prossima stagione crocieristica. Un impegno importante al quale si affiancheranno altre attività legate ai congressi, ma anche parcheggi, megayacht, il Molo IV e altri ormeggi.

Nei giorni scorsi, rispondendo ad alcune domande davanti a una Commissione consiliare regionale, la presidente dell'Authority aveva detto di non aver voluto parlare fino ad allora dei problemi di Tami sui ritardi accumulati per nomine e cessione di quote, perché si tratta di difficoltà interne a una società privata. «Finora abbiamo speso parecchio per mandare avanti Ttp in termini di lavori infrastrutturali e di funzionamento della società – aveva aggiunto Monassi - e appena possibile chiederemo (a Tami, ndr) il 60% di quanto abbiamo speso. E se non ci verrà dato, vuol dire che torneremo in maggioranza. Del resto Ttp è una società pubblica e funziona benissimo».

«Siamo in attesa dell'assemblea e non credo ci sia niente da chiarire - dice Antonio Marano, rispondendo all'invito a commentare le parole della presidente -. Vorrei dire però che non è un caso che il numero di navi attese alla Marittima sia raddoppiato già per il 2012 e senza una promozione attiva. Evidentemente il mercato sa che ci sono operatori validi. Lasciando stare il sottoscritto, mi riferisco soprattutto alla qualità dei nostri soci. Dal 2 febbraio inizieremo a lavorare sul serio e mostreremo cosa sappiamo fare».

Tra qualche giorno si sapranno i nomi del nuovo amministratore delegato e di chi gestirà la crocieristica a Trieste ma, a detta della presidente Monassi, Tami sembra già avere qualche conto in sospeso. «Allo stato attuale non mi risulta che la cordata (Unicredit, Costa Crociere, Giuliana Bunkeraggi, Reguardia costruzioni Assicurazioni Generali, ndr) abbia preso impegni, ma posso sbagliare. Comunque – risponde Marano - se ci sono impegni li onoreremo: vogliamo avere un rapporto più fluido possibile con l'Authority». Di nomi per il nuovo cda, neanche a parlarne. Le poche certezze dovrebbero riguardare la carica di presidente – che spetta all'Autorità portuale – dove Gianfranco Gerini resterà in carica almeno fino all'approvazione del bilancio prevista entro aprile, e quella di direttore generale con Livio Ungaro. Per il resto le voci si incrociano e le ipotesi si sprecano. L'importante, come è stato ricordato un paio di giorni fa durante un convegno dedicato al turismo in città, è che Trieste non si lasci sfuggire quest'occasione di sviluppo.

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