Massaggi hard, una delle ragazze: "Metà soldi dei massaggi li davo alla Svara"
"Alla fine non volevo pagare più e mi sono messa in proprio, ma lei ha iniziato a perseguitarmi", dice una delle massaggiatrici dell'appartamento di via Belpoggio

Consegnavo sempre i soldi dei massaggi hard a Elisabetta Svara. Trattenevo per me la mia parte, il 50 per cento. Era lei che gestiva l’attività. Per un certo periodo eravamo in tre e i clienti non mancavano. Ne arrivavano moltissimi. Non meno di trenta alla settimana».
Le parole sono di Valérie (il nome è di fantasia, per tutelare la donna da eventuali ritorsioni), una delle massaggiatrici che secondo le indagini della Finanza lavoravano alle strette ”dipendenze” della titolare del falso istituto di bellezza poi trasferito in via Belpoggio 4 e del suo convivente Alessandro Viezzoli. Sia Elisabetta Svara che Viezzoli nonché Moreno Furlan, l’impiegato dell’Università e ministro del culto dei Testimoni di Geova, sono agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione. A Furlan il gip ha concesso la possibilità di uscire dalla sua casa di Monfalcone per andare a lavorare all’ospedale di Cattinara.
Dopo il clamore dell’inchiesta, Valérie è andata via da Trieste. Ha trovato un appartamento nella zona di Milano dove, dice lei, «ricevo i clienti autonomamente e non devo pagare nessuno». A proposito dell’esperienza triestina racconta: «Ogni massaggio normale costava 80 euro. Dopo la prestazione dovevo versare la metà dei soldi alla Svara. A un certo punto mi sono stancata di pagare e mi sono messa in proprio. Ma la mia ex principale mi ha perseguitato per costringermi a tornare a esercitare nel suo appartamento. Talvolta mi ha minacciata. Mi faceva tanti dispetti. Un paio di volte ha anche chiamato i proprietari dell’alloggio che avevo affittato e ha raccontato loro della mia attività così mi ha costretto ad andarmene...».
Parla a ruota libera, Valérie. «Non è vero che sono stata io a denunciare l’attività di via Belpoggio. Sono stati i finanzieri a contattarmi e a loro ho raccontato quello che succedeva nell’appartamento di via Ginnastica 54, dove sono rimasta per un certo periodo. Poi loro si sono trasferiti in via Belpoggio».
In pratica, secondo l’annotazione conclusiva dei finanzieri, Valérie assieme ad alcune sue colleghe aveva dichiarato di aver «praticato il ”bodymassage” che si concludeva con la masturbazione dei clienti e talora con un rapporto sessuale». Agli atti risulta anche che la stessa Svara, su imposizione di Alessandro Viezzoli, aveva aumentato i prezzi prevedendone uno più elevato per il cosiddetto massaggio tantrico: prestazione che oltre alla masturbazione includeva baci e sfioramenti con la lingua su tutto il corpo del cliente.
«Arrivavano moltissimi clienti», continua Valérie: «Spesso c’erano anche degli amici di Elisabetta e a loro dovevo fare un trattamento di favore, uno sconto. Ma quando consegnavo i soldi dovevo comunque darne alla titolare la metà, come se lo sconto lo avessi fatto anche io...».
Aggiunge ancora: «Conoscevo Viezzoli, lo chiamavano tutti Sandro. Spesso veniva nell’appartamento». E prosegue: «L’altro (Moreno Furlan, ndr) l’ho visto una sola volta. Era venuto per un massaggio. Poi ho saputo che era un amico di Elisabetta, ma io non conoscevo i suoi intrallazzi e non sapevo nemmeno che fosse una specie di prete».
Quanto ai clienti, «ce n’erano di tutti i tipi, racconta Valérie, «anche persone importanti che ho riconosciuto vedendone la foto sul giornale. Una volta è arrivato persino un ragazzino. Prima di farlo coricare gli ho chiesto la carta d’identità: non aveva ancora diciotto anni. Così l’ho mandato via. Torna l’anno prossimo, gli ho detto».
Argomenti:prostituzione
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