Massi crollati sulla strada, Vallone chiuso

monfalcone
Tre macigni di oltre venti quintali si sono staccati dalle alture che costeggiano il Vallone, precipitando sull’asfalto della strada che collega Duino a Gorizia, all’altezza della località Bonetti. E altri voluminosi massi, per ora in bilico perché il suolo è in condizioni asciutte, con la ripresa delle precipitazioni potrebbero seguire la traiettoria degli altri e finire in mezzo alle corsie. Il rischio di ulteriori cedimenti c’è ed è concreto. E se la prima volta solo per pura fatalità nessuno è rimasto coinvolto, non è detto il miracolo si ripeta una seconda volta. Proprio per questo, sabato alle 18, il tratto della strada statale 55 compreso tra il km 4,9 e il 6,7 (Iamiano e Doberdò) è stato chiuso al traffico. Ma c’è chi ha preso sottogamba il pericolo. E ieri ha “forzato” la barriera di new jersey posta dai gestori dell’arteria, buttando giù come un birillo una delle piastre.
Il varco è stato sufficiente a creare una via di fuga, ieri intrapresa perfino da una corriera. Circostanza che ha fatto strabuzzare gli occhi al sindaco di Doberdò Fabio Vizintin, da ieri mattina attaccato al telefono con Prefettura, Anas e Strade Fvg per segnalare le imprudenti condotte e richiedere che sia posta una segnaletica a monte, per evitare soprattutto a chi proviene da Gorizia inversioni a U per via del “vicolo cieco” o tentativi di dribblare il new jersey. Per chi arriva da San Giovanni di Duino o Sablici, infatti, c’è sempre la via del lago che offre un percorso alternativo. Se dal Comune è stata massima, come affermato da Vizintin, tra gli altri enti si è assistito a un rimpallo di competenze. E fino a ieri sera non c’era alcuna vigilanza sulle barriere né alcun incremento di cartelli, «assolutamente necessari» secondo Vizintin per guidare i conducenti.
E oggi dovrebbe essere la giornata campale: con la ripresa lavorativa e il Vallone, nevralgica arteria di collegamento tra Isontino e area giuliana, di fatto parzialmente fuori uso per i veicoli leggeri e del tutto off-limits ai camion di stazza superiore alle 3,5 tonnellate si prospetta un lunedì di passione. L’ulteriore provvedimento di chiusura del tratto, dopo quella di venerdì per la rimozione dei massi e il ripristino del piano viabile, si è reso necessario «in via precauzionale», spiega Anas in una nota. L’arteria è strategica e difatti assieme alla Protezione civile si sono avviate le verifiche tecniche sullo stato delle pendici a monte della statale al fine di evitare la caduta di ulteriori macigni e per consentire la bonifica del versante. Operazioni propedeutiche alla riapertura della strada nel più breve tempo possibile.
«Il traffico, dunque, è fatto confluire sulla viabilità comunale per i mezzi leggeri, mentre per quelli pesanti le deviazioni sono disposte sull’autostrada A4», afferma Anas, la società del Gruppo Fs italiane che raccomanda «prudenza nella guida» e ricorda che l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “Vai”, disponibile gratuitamente in App store e in Play store. C’è poi il servizio clienti “Pronto Anas”: basta chiamare il numero verde gratuito 800. 841. 148.
Ma non basta. «Va segnalata meglio l’interruzione della viabilità sulla 55», sottolinea Vizintin, che ieri ha dovuto rinunciare a prender parte alla visita del presidente Sergio Mattarella proprio per la gestione del grosso problema, che ha richiesto perfino il rientro in servizio di personale comunale e di volontari della Protezione civile. «Non può accadere – afferma – come invece è capitato che le persone transitino nella zona di pericolo: quel tratto è a rischio». –
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