Mattarella ricorda Trieste esclusa dalla Costituente
Il Presidente in occasione degli 80 anni dell’Assemblea cita anche Gorizia e l’Istria

Le terre del confine orientale escluse dalla nascita della Repubblica. È il passaggio dedicato a Trieste, Gorizia, Fiume, Pola e Zara che ha segnato il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della seduta solenne di Camera e Senato per gli 80 anni dell’Assemblea Costituente. «Crudelmente, a pagare il prezzo delle avventure di guerra – le parole del Capo dello Stato ieri a Roma – furono gli abitanti di confine delle Province di Bolzano, Gorizia, Trieste e Venezia Giulia, Fiume, Pola, Zara. Rimasero vuoti i 18 seggi loro assegnati. Al centro di difficili controversie internazionali, quelle terre rimasero escluse dal poter partecipare alla nascita della Repubblica».
Una ricostruzione precisa di quanto avvenne nel 1946, quando le popolazioni della Venezia Giulia, Fiume e Zara non poterono partecipare al referendum del 2 giugno né eleggere i propri rappresentanti alla Costituente. Apprezzamento «caloroso» per l’intervento arriva da FederEsuli. Per il presidente Renzo Codarin, Mattarella ha ricordato «con altissime parole lo strappo che si consumò fra gli italiani dell’Adriatico orientale e la nascente Repubblica italiana 80 anni fa». Codarin richiama quindi la sospensione della consultazione nella XII circoscrizione elettorale, che lasciò senza rappresentanza in Assemblea Costituente giuliani, fiumani e zaratini, escludendoli da una scelta decisiva per il futuro del Paese.
«Anche in questa occasione, il Capo dello Stato ha dimostrato la sua sensibilità nei confronti delle travagliate vicende della frontiera adriatica» La federazione degli esuli rimarca infine come le parole di Mattarella riecheggino quelle pronunciate il 25 giugno 1946 dal presidente della Costituente Vittorio Emanuele Orlando, che nella seduta inaugurale, suscitando gli applausi dei padri costituenti, ricordò il «dolore disperato» delle genti di Trieste, Gorizia, Pola, Fiume, Zara e della Venezia Giulia, impossibilitate a votare ma, disse allora, comunque presenti «dove è presente l’Italia».
A commentare è poi la senatrice del Pd Tatjana Rojc, che ringrazia Mattarella «per il ricordo delle sofferenze di Trieste e di tutte le terre del travagliato confine orientale», sottolineando come il presidente dimostri «sempre un’attenzione profonda e lungimirante» verso queste vicende. Rojc evidenzia inoltre il richiamo ai «capisaldi della democrazia repubblicana» e ai valori da difendere «da ogni minaccia esterna o erosione interna».
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