Mattiussi: il futuro polo termale di Aquileia assediato dai pannelli solari

PALMANOVA «Mio padre è morto da una settimana e da quel giorno è rinchiuso in un frigo: vi prego fateci celebrare i funerali». Lucido, schietto ma esasperato. Così l’appello di Federico Guadalupe, il...

PALMANOVA

«Mio padre è morto da una settimana e da quel giorno è rinchiuso in un frigo: vi prego fateci celebrare i funerali». Lucido, schietto ma esasperato. Così l’appello di Federico Guadalupe, il figlio di Carlos, il noto ballerino di tango deceduto il 22 gennaio scorso al Cattinara di Trieste, a 20 giorni di distanza dall’incidente avvenuto ad Aquileia, sulla strada per Grado. Il suo appello non è isolato: si unisce a quello dei famigliari, delle sorelle di Carlos, Patricia e Sandra. Entrambe si sono precipitate in Italia appena dopo l’incidente e aspettano di portare le ceneri del fratello in Argentina, a Buenos Aires, la città dove Carlos era nato.

All’appello della famiglia si uniscono le centinaia di amici che, anche via Facebook, continuano a dimostrare grande affetto per il ballerino cerviganese e per la sua compagna, Daniela Balbi, 36 anni, in coma a Udine dal giorno dell’incidente. L’agonia per Carlos già è stata lunga nella lotta per la vita che in ospedale è durata 20 giorni. Ma ora, a distanza di una settimana dalla sua morte, non è stata fissata nemmeno l’autopsia. Un esame necessario ma che, ipotizza il figlio «si concluderà con la constatazione di morte da parte del medico legale, visto che subito dopo gli sono stati espiantati gli organi per la donazione. Le Procure di Udine e Trieste si rimbalzano la responsabilità e la burocrazia italiana non aiuta. Col risultato che non siamo ancora riusciti a fissare la data del funerale».

Questa mattina il figlio Federico, studente universitario di Giurisprudenza a Trieste, si recherà dal Giudice di pace di Palmanova, in cerca di una soluzione. «Ho fatto di tutto per accelerare i tempi. La sua compagna Daniela, che era alla guida dell’auto al momento dell’incidente, avrebbe dovuto dare il via libera all’autopsia. Essendo in coma, ci vuole un tutore che lo faccia per lei. Mi sono reso disponibile a mettere in contatto le Procure con i parenti di Daniela, ma ancora non hanno deciso niente. Ho atteso il fine settimana e oggi (ieri, ndr) ho chiamato sperando in una soluzione. Che invece ancora non c’è. Ne deduco che il rispetto della salma non esiste». Una volta ottenuto il nulla osta per i funerali, la cerimonia verrà celebrata nella chiesa principale di Tapogliano. La coppia di ballerini viveva in via Sarcinelli a Cervignano.

Elena Placitelli

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