Megacentro di Begliano 14 “paletti” dalla Regione

La variante deve contenere prescrizioni vincolanti per le superfici di vendita e i settori merceologici in modo da salvaguare la viabilità attuale e futura
Di Laura Blasich

ISONZO. Sono 14 le riserve che la Direzione centrale infrastrutture e mobilità della Regione ha posto alla variante al Piano regolatore di San Canzian d'Isonzo, relativa al nuovo polo commerciale di Pieris-Begliano. L'analisi degli uffici regionali ha messo in evidenza innanzitutto l’esigenza di integrare le norme di attuazione con le prescrizioni formulate dal Servizio geologico, relative alla compatibilità fra le previsioni dello strumento urbanistico e le condizioni geologiche del territorio, ma non solo.

L'attenzione si è concentrata sulla compatibilità dell'insediamento con la viabilità esistente e quella futura, da realizzare per rendere sostenibili i flussi di traffico con la presenza del polo commerciale. Secondo la Regione, lo studio di base della variante deve contenere le prescrizioni vincolanti che gli insediamenti commerciali devono rispettare in termini di superficie di vendita e settori merceologici nella zona destinata alle strutture di grande distribuzione, «atte a salvaguardare e razionalizzare la funzionalità della viabilità primaria e secondaria».

Al Comune la Direzione centrale mobilità chiede anche di verificare meglio la provenienza della potenziale clientela su tutta la viabilità interessata dall’ambito territoriale in cui è localizzata la struttura. Lo studio dovrà quindi considerare non solo iflussi di traffico dell’ex statale 14, ma anche quelli delle altre strade, sulle quali «vi siano flussi non irrilevanti di successiva immissione sulla strada regionale 14».

La Regione pone quindi un'ulteriore riserva in funzione della necessità che venga compiuta una verifica dell’esistenza di possibili “punti di conflitto” nel flusso veicolare, perlomeno nell’area “ristretta”, cioé di attrazione dell'utenza.

Andrà chiarita anche la compatibilità della nuova soluzione viabilistica proposta con il nuovo Piano regionale delle infrastrutture di trasporto. «I vantaggi di tale riorganizzazione viaria, per come esposti, paiono tali - aggiunge la Regione - da rendere necessaria una verifica se quanto proposto debba ritenersi non facoltativo, ma piuttosto obbligatorio per la realizzazione della nuova zona commerciale, e a tal riguardo si pone la riserva R9, sulla base della quale lo studio dovrà esprimersi in merito alla eventuale necessità di realizzare tale riorganizzazione, vincolando quindi l’amministrazione comunale a ottemperare a tale indicazione per la realizzazione della nuova zona commerciale».

La Regione avanza delle riserve anche sul piano più strettamente urbanistico, mentre la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del ministero dei Beni culturali fornisce un parere favorevole, ritenendo però opportuno, vista la densità di aree “a rischio archeologico” nel territorio comunale, che sia previsto il nullaosta della Soprintendenza per tutti i progetti che comportano interventi di scavo. Si dovrà inoltre tenere presente la “vicinanza delle nuove edificazioni alle strutture antiche e l'impatto visivo che possono avere”.

Sono invece undici le osservazioni alla variante presentate tra gli altri dal presidente dell'Ascom mandamentale Paolo Bratina, da Wwf e da Legambiente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo