Mensa, guerra di numeri sulle agevolazioni

L’assessore Martinelli replica ad Antonaci. Sono 203 gli immigrati e 184 gli italiani beneficiari

È guerra dei numeri sugli stranieri che hanno diritto alle esenzioni e agevolazioni per l’accesso alla mensa scolastica tra amministrazione comunale e il consigliere del Nuovo polo per Monfalcone, Giuliano Antonaci. Anche se il consigliere aveva chiarito da subito che i dati di cui era entrato in possesso potevano dare letture differenti, visto che accanto ai cognomi degli aventi diritto non era specificata la nazionalità, ma solo la residenza.

Alla verifica effettuata dall’amministrazione comunale in seguito alla segnalazione di Antonaci, che ha preannunciato di voler presentare un’interrogazione sul tema, risulta che a godere di esenzioni totali dal pagamento e agevolazioni non è il 75% degli stranieri sul totale degli aventi diritto, ma il 52%.

Su 387 bambini che hanno avuto accesso a una agevolazione, 203 sono stranieri (il 52%), e 184 italiani (47,55%), invece dei 297 stranieri indicati dal consigliere Antonaci contro 100 italiani ammessi ai benefici. «Si tratta quindi di una sostanziale parità», afferma l’assessore ai Servizi educativi Francesco Martinelli. «Un’analisi sommaria basata solo sui cognomi, come ha dichiarato di aver fatto il consigliere, non solo non è corretta in termini numerici - aggiunge l’assessore -, perché non rispecchia il solo criterio certo, cioé quello della cittadinanza, ma è anche assurda in una città dove i cognomi “stranieri” sono ormai parte del patrimonio storico: seguendo i criteri del consigliere, famiglie con cognomi come Pahor, Saksida e Robleg non sarebbero neppure monfalconesi a pieno titolo».

In base ai dati forniti dall’amministrazione, il 55% dei bambini stranieri ottiene l’esenzione totale, il 35% la riduzione di metà della tariffa, e il 10% la riduzione minima.

Per quanto riguarda, invece, i bambini di cittadinanza italiana, gli accessi sono più equamente distribuiti: il 36% ottiene l’esenzione totale, il 30% quella al 50%, e il restante 34% quella minima. L’accesso a esenzioni e agevolazioni è regolato dall’Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente) secondo le tre fasce fissate dal Comune. «Le agevolazioni vengono decise in base al bisogno e non alla cittadinanza conclude Martinelli -, perché la scuola è e deve essere un veicolo di integrazione».(la.bl.)

Riproduzione riservata © Il Piccolo