Merce sequestrata in spiaggia a parrocchie e associazioni

LIGNANO
A Lignano sono 347 le azioni di sequestro messe a segno dalla Polizia locale durante la stagione balneare di quest’anno. «La quantità di merce confiscata – e quindi dei commercianti abusivi – è quasi la metà rispetto al 2017 – ha detto il comandante Alberto Adami –. Il bilancio dell’esercizio commerciale irregolare sul litorale si chiude quindi con un risultato positivo». Complici molteplici fattori. Primo fra tutti, e decisivo, la scelta di assumere quattro agenti dipendenti stagionali con contratto a tempo determinato. Con un servizio garantito giornaliero da luglio a settembre, i poliziotti assunti ad hoc per lo scopo hanno monitorato costantemente l’arenile di giorno e le vie principali del centro storico di sera.
«Come amministrazione comunale siamo soddisfatti del lavoro svolto dagli agenti e il prossimo anno ne raddoppieremo il numero – ha detto Massimo Brini, assessore alla Polizia locale –. L’esperienza è stata proficua anche se l’ottimale sarebbe cassare l’abusivismo dalla spiaggia».
Un operato di fatto determinante nel risultato, potenziato anche dai controlli interforze, intrapresi periodicamente in collaborazione tra Polizia Locale e di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto. Come da determina della Giunta Fanotto, la merce (asciugamani, borse, bigiotteria, vestiti, cinture e ombrelli), fatta eccezione che per quella contraffatta, sarà divisa e devoluta ai fini assistenziali o di beneficenza alla Parrocchia di San Giovanni Bosco di Lignano Sabbiadoro (circa il 70%), alla Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Codroipo (il 20%) e all’Associazione “Il Noce” di Casarsa della Delizia (il rimanente 10%).
Ogni intervento di confisca conta circa 20 o 30 articoli ciascuno. Pertanto, il totale della merce sottratta ammonta a migliaia e migliaia di prodotti. Attualmente in deposito nella sede del Corpo della Polizia di via Mezzasacca, sono circa 150 i sequestri contro ignoti che andranno eliminati perché composti da merce contraffatta (soprattutto borse e cinture taroccate) o priva della marcatura “Ce” – quindi non realizzate regolarmente nell’Unione Europea – (come giocattoli, bastoni per i selfie…). —
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