Mille coccinelle schierate in prima linea a Gradisca per la difesa degli alberi



Un esercito di 1.000 coccinelle per salvaguardare gli alberi di Gradisca d’Isonzo. Proprio così: la municipalità della Fortezza affiderà anche quest’anno ai piccoli coleotteri, le coccinelle rosse, l’operazione di trattamento delle centinaia di alberi che impreziosiscono i tanti parchi della cittadina.

Un trattamento biologico che con l’arrivo della bella stagione non sfuggirà agli osservatori più attenti, che avranno notato in questi giorni il comparire di strani contenitori fra i rami. In particolare fra i liriodendri del viale Regina Elena, la “promenade verde” per eccellenza della cittadina isontina. Proprio da questi contenitori sono state liberate migliaia di larve di coccinella che hanno la “missione” di combattere le cocciniglie, parassiti dei vegetali che ne succhiano la dolce linfa, oppure afidi che spesso attaccano gli alberi. Un vero e proprio esercito silenzioso e quasi invisibile, “chiamato alle armi” da palazzo Torriani con l’apporto di una ditta specializzata e il consueto prezioso lavoro della squadra comunale del verde guidata da Paolo Turco.

La soluzione, oltre che economica, è ecologica e gratificante. Lasciare integri gli alberi e combattere i parassiti con i loro nemici naturali contribuisce alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita. Altro problema con cui le essenze arboree della Fortezza combattono annualmente è lo sviluppo della «cameraria ohridella», il parassita che tende a defogliare gli ippocastani, probabilmente l’essenza arborea per eccellenza della cittadina isontina. Solitamente per contrastare il pericoloso parassita veniva irrorato sulle foglie un inibitore di crescita della larva che non disperdeva agenti chimici pericolosi nell’ambiente. Ma a quanto pare la normativa è cambiata e ora impone un trattamento diverso, verosimilmente tramite delle vere e proprie “iniezioni” sulle piante. La “vaccinazione” degli ippocastani viene ripetuta ogni tre anni e sarà ripetuta proprio nel 2019.

Il verde comunale, del resto, è un autentica ricchezza per Gradisca. Con 2.500 alberi censiti (e non sono stati conteggiate aiuole, cespugli ed alberi di recente piantumazione) per 6.500 abitanti, il rapporto è di uno ogni 2,6 cittadini. Un vero e proprio polmone con una superficie verde che ammonta a 400 mila metri quadrati, di cui 45 mila nelle aree centrali. Nel solo centro gradiscano hanno le loro radici oltre 900 fra ippocastani, tigli, pini e platani. Le aree verdi sono oltre 70. Dalla consapevolezza di poter contare su un patrimonio ambientale unico era nata nel primo mandato della giunta Tomasinsig la decisione di redarre un vero e proprio “dossier” sul verde comunale, in grado di censire le essenze arboree presenti nei parchi cittadini e soprattutto di definirne e con precisione lo stato di salute. Da quello studio è scaturito un piano graduale per l’abbattimento delle piante malate e la loro sostituzione, poi preso a modello da altre realtà. —



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