Minacce di morte alla ex moglie A processo il marito violento
«Ti ammazzo, tu devi soffrire, farò di tutto per riuscire a stare da solo con il bambino e me lo porterò via».
Sei mesi di minacce di questo tenore nei confronti della ex moglie, culminate con pedinamenti in strada e irruzioni nell’appartamento della donna.
Dovrà rispondere di stalking un quarantenne originario del Kosovo accusato di una serie di atti persecutori.
L’uomo, che al momento si trova agli arresti domiciliari, è stato rinviato a giudizio dal gup Luigi Dainotti in un’udienza che si è tenuta nei giorni scorsi. La prossima, quella del dibattimento in aula, è programmata per luglio (tribunale monocratico, giudice Filippo Gulotta).
L’imputato è anche riuscito a entrare nell’abitazione della ex coniuge e, in almeno un’occasione, si è pure messo a rovistare tra le sue cose.
Il Tribunale per i minori, inoltre, aveva disposto a carico del quarantenne l’assoluto divieto di avvicinamento al figlio e ai luoghi da lui frequentati abitualmente. Ma lo straniero ha violato il decreto del magistrato presentandosi nella comunità alla quale il bambino era stato affidato. L’uomo, nonostante l’ordinanza, si è messo a suonare alla porta della struttura per farsi aprire.
Ma è soprattutto alla ex moglie che l’uomo non dava pace: oltre che per le ripetute minacce, il kosovaro è accusato anche di molestie. Una situazione che per la donna nel corso dei mesi è diventata del tutto insopportabile. Secondo quanto appurato nelle indagini, viveva ormai in uno stato d’ansia e paura.
L’ex coniuge, per cercare di tenere lontano l’uomo, ha dovuto modificare le proprie abitudini di vita.
La donna si è costituita parte civile. Il quarantenne è ancora agli arresti domiciliari. —
G.S.
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