Minore scappato da casa ritrovato a Selz

Il ragazzino di 13 anni, riaffidato alla famiglia, è stato cercato tutta la notte a Ronchi da carabinieri e vigili del fuoco
Di Tiziana Carpinelli
Bonaventura Monfalcone-14.07.2014 Consegna targa per gli ottant'anni di Livio Trevisan-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-14.07.2014 Consegna targa per gli ottant'anni di Livio Trevisan-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

RONCHI DEI LEGIONARI. Ha passato da solo sul Carso tutta la notte. E quando finalmente lo hanno ritrovato, ieri mattina dopo ore di ininterrotte ricerche, si è lasciato andare a un pianto liberatorio. Protagonista della vicenda un ragazzino ronchese di 13 anni, che dopo un diverbio in casa aveva deciso di non rientrarvi più, facendo perdere le proprie tracce. Un autentico incubo - durato oltre 15 ore - per la sua famiglia, che subito si era rivolta alle forze dell’ordine.

Tanta l’angoscia per quella notte consumata all’addiaccio dal proprio figliolo, senza sapere dove e con chi fosse. Ma per fortuna, la rete di ricerca messa in campo dai carabinieri guidati dal maresciallo capo Mario Egidi, comandante della stazione di Ronchi, e coordinata dalla Squadra dei vigili del fuoco di Gorizia, col supporto dei colleghi monfalconesi, ha condotto agli esiti sperati e l’adolescente è stato ritrovato ieri attorno alle 8.30 e riaffidato ai genitori. Il 13enne, scosso, si era rifugiato in una dolina sulla strada che da Selz porta a Doberdò, a una manciata di metri dal monumento piramidale.

Dalle indagini, avviate alle 17.30 di martedì dopo la denuncia della coppia (ne omettiamo le identità a tutela del minore), si è appreso che l’allontanamento volontario sarebbe scaturito da una discussione in casa. Una di quelle che chissà quante volte capitano tra le mura domestiche. Solo che stavolta dalle parole l’adolescente è passato ai fatti e ha deciso di andare via, lasciando i familiari nella disperazione.

Immediatamente sono scattate le ricerche, diramate alle altre forze di polizia e ai vigili di Gorizia, attivando così lo specifico piano provinciale. La battute sono proseguite anche di notte, entro un raggio d’azione modulato sull’ultimo avvistamento, sempre in una frazione ronchese. Alla fine vigili e carabinieri hanno ritrovato il ragazzino, da solo, nella dolina. A segnalare la presenza del giovane scappato di casa, poco prima, era stato un automobilista. Il passante lo aveva intravisto nella vegetazione. E data la palesemente acerba età, aveva dato l’allarme. Così tutto il personale è stato dirottato nel punto dell’avvistamento. La reazione del giovane, alla vista delle divise è stata immediata: ha tentato, ancora una volta, di nascondersi. Ma un pompiere gli si è avvicinato e ha detto: «Guarda che non ti facciamo niente, non scappare». Allora il ragazzo si è lasciato andare a un pianto liberatorio. Poi, riavutosi, ha seguito i soccorritori verso il piazzale in cui stavano attendendo l’arrivo del figlio i genitori. Un abbraccio ha del tutto ricomposto la serenità familiare.

Cosa passasse per la testa del giovane, quali fossero i problemi insormontabili che vedeva davanti a sè, nessuno - tranne lui - può saperlo. Solo i genitori, dopo averlo stretto al cuore, potranno interpretare il disagio di cui è rimasto preda il tredicenne, che solo 15 ore prima aveva deciso di scappare di casa.

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