Modulo per registrare chi rifiuta la profilassi fra i dipendenti AsuiTs Sindacati in rivolta

IL CASO
Tolleranza zero. L’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, dopo la pesante bocciatura della scuola superiore Sant’Anna di Pisa sulla copertura vaccinale dei dipendenti, ha inoltrato a medici e operatori una circolare che ricorda l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, e alla quale è allegato anche un modulo attraverso cui si deve certificare l’adesione o il rifiuto alla campagna di prevenzione.
Il documento chiede inoltre la collaborazione dei direttori di struttura e dei coordinatori infermieristici affinché venga registrato se il «dissenziente» (testuale) ha deciso di firmare il modulo o si è rifiutato di farlo. Claudio Illicher, segretario provinciale del sindacato dei medici Cimo, parla di «un documento inaccettabile che pretende di schedare i dipendenti dell’azienda. Un fatto gravissimo che respingiamo con forza e che potrebbe spingere anche chi si vuole vaccinare a rifiutarsi, o a non fare nessuna dichiarazione, per una questione di principio. I vaccini sono importanti, medici ed operatori devono farli, ma questo sistema è completamente sbagliato perché usa toni intimidatori. Se si vogliono alzare le soglie di copertura non è certamente con questi sistemi che si può ottenere un risultato concreto. Considero poi aberrante l’uso del termine “dissenziente” che evoca questioni politiche o religiose».
Fabio Pototschnig, in qualità di segretario provinciale Fials, sindacato di infermieri, tecnici ed operatori sanitari, ha invece inviato una lettera ad Asuits nella quale solleva più di qualche perplessità sulla modalità adottata: «Giustamente il personale dev’essere invitato a vaccinarsi, ma dev’essere una libera scelta, non può corrispondere a una “schedatura” ottenuta attraverso la compilazione dei citati moduli, tra l’altro piuttosto intimidatori, soprattutto perché si tratta di una vaccinazione non obbligatoria». Nel documento inviato alla direzione la Fials chiede «di rivedere la circolare in questione ed eliminare il modulo di rifiuto». Il sindacato inoltre domanda «di ricevere con cortese urgenza copia di eventuali delibere/circolari o normative da voi prese quale riferimento per la questione trattata e la conseguente redazione dei moduli, considerato che i nostri legali non hanno trovato nessuna norma che sostenga il provvedimento adottato da questa direzione».
«Asuits dovrebbe ricordarsi che non esiste l’obbligatorietà – ha fatto eco Rossana Giacaz della Cgil – e i toni intimidatori non possono essere tollerati. Mandando questi messaggi sembra inoltre che gli operatori e i medici siano degli untori o degli irresponsabili se non eseguono la profilassi, bisogna però avere grande rispetto per chi tutti i giorni è in prima linea. Aumentare la soglia vaccinale è importante, ma è un risultato da ottenere rispettando i lavoratori».
Asuits tira dritto e nella replica ricorda che «si tratta di applicare un principio di massima sicurezza che consenta all’organizzazione aziendale, come peraltro già in altre realtà italiane, di tutelare la sicurezza delle categorie di pazienti a maggior rischio. Infatti l’influenza può avere effetti collaterali maggiori che comprendono anche il decesso». Asuits aggiunge che «la direzione medica ospedaliera con la direzione infermieristica, per agevolare i dipendenti, ha organizzato un servizio di prossimità per consentire agli operatori di vaccinarsi». —
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