Monfalcone, privati pronti a costruire il centro amianto

Un gruppo di imprenditori privati del Monfalconese ha pronto un progetto per la realizzazione di un centro amianto, capace di ricalcare quanto previsto dalla delibera regionale e non ancora attuato dall’Ass isontina.
La struttura, disposta su tre piani, è previsto sorga nei terreni un tempo occupati dalla Detroit, ai piedi del Carso, costeggiante il canale Dottori e a pochi metri dall’ospedale di San Polo.
Costo stimato dell’intervento 12 milioni di euro.
Il Comune di Monfalcone attribuisce molta importanza a questa iniziativa privata, esposta in un dossier di 15 pagine dal titolo emblematico: “A, attenzione contiene amianto”. In appendice al progetto sono allegate una dozzina di schede che fotografano il caso-amianto.
Il centro ipotizzato dai privati prevede un’area socio-sanitaria, un’area ambientale per la prevenzione e la medicina del lavoro e un’area a disposizione delle associazioni e del volontariato.
È esattamente quanto ipotizzato nella delibera regionale costituiva del Crua. È esattamente quanto l’attuale centro amianto dell’Ass non è o non può essere.
Si ritiene che l’Azienda sanitaria, seppur informalmente, sia a conoscenza di questa iniziativa. Che per procedere, più che contributi pubblici, ha bisogno di garanzie - si suppone - sulla collaborazione con il servizio sanitario regionale.
Si fa riferimento nel progetto che in questo centro, “per evitare il più possibile l’aumento della spesa a carico della sanità regionale”, possano essere utilizzati “operatori già assunti dalle diverse Ass che possano svolgere il lavoro necessario, in periodi stabiliti, presso il centro amianto”.
Non siamo in grado di chiarire se questo progetto è stato presentato alla Regione. Invece, sappiamo che nelle ultime settimane ha conosciuto un nuovo impulso.
Anche nel convegno di sabato a Monfalcone è stato ribadito dagli esperti che le conseguenze dell’esposizione all’amianto non sono purtroppo destinate a cessare nel breve periodo. E per la valenza regionale che questo centro dovrebbe avere sono numerose le aree di provenienza dei pazienti.
Nel dettaglio della struttura si legge nel progetto che avrà una superficie totale netta di 2025 metri quadrati.
Nell’area socio sanitaria sono previsti una sala conferenza da 150 posti, una sala archivio amianto, due segreterie, cinque studi medici, cinque ambulatori, sale d’attesa, emeroteca e spogliatoi.
Nell’area ambientale e medicina del lavoro una sala archivio, due segreterie, venti uffici o studi, due salette riunioni.
Nell’area associazioni e volontariato sei sedi, due spazi per uffici legali e altro ancora.
Non resta che auspicare che su questa iniziativa privata si faccia maggior chiarezza.
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