Monte Grisa ora reclama un’àncora vicino a Santin

TRIESTE. Dopo la statua di Santin è la volta dell’ancora. Da Monte Grisa, il santuario arricchito tre anni fa dalla posa sul piazzale che guarda verso il mare della grande statua del vescovo di Trieste più amato e famoso, arriva una nuova richiesta, quella rivolta agli operatori del porto della città, affinché si possa trovare «un’ancora di nave da collocare nei pressi del tempio – scrive Salvatore Porro, collaboratore del rettore di Monte Grisa padre Luigi Moro – come simbolo di pace e di salvezza della città e del suo porto». «Il santuario di Monte Grisa – sottolinea padre Luigi – è l’elemento caratterizzante della città, lo si vede da qualsiasi parte si arrivi, in particolare dal mare».

«Vorrei tanto che si trovasse un’ancora, che ricorda come la città si sia sviluppata sempre attorno al suo scalo, elemento che rappresenta anche oggi il trampolino dal quale spiccare il balzo per un futuro migliore. Se la si troverà come mi auguro – aggiunge il rettore – vorrei collocarla proprio accanto alla statua di Santin, nel piazzale».

Padre Moro e lo stesso Porro, per ottenere l’ancora, si sono rivolti con una lettera al presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino, nella quale ricordano le 688 firme a suo tempo raccolte per ottenere l’autorizzazione alla collocazione della statua di Santin presso il santuario mariano. «I sottoscrittori di quella petizione – scrivono – chiedono oggi virtualmente al presidente D’Agostino di adoperarsi presso gli operatori portuali per trovare un’ancora che ricordi il voto fatto dallo stesso Santin, nell’atto di invocazione per salvare Trieste e in particolare il suo porto dalla distruzione sistematica il 30 aprile 1945».—

U.Sa.

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