Morto a 96 anni Silvano Dipiazza Il sindaco: «Mio papà un esempio»

IL RICORDOSe ne è andato ieri mattina, in punta di piedi, Silvano Dipiazza, padre del sindaco di Trieste. Aveva 96 anni ed era ospitato da tempo all’Itis. Lavoratore instancabile, era nato ad Aiello....

IL RICORDO



Se ne è andato ieri mattina, in punta di piedi, Silvano Dipiazza, padre del sindaco di Trieste. Aveva 96 anni ed era ospitato da tempo all’Itis. Lavoratore instancabile, era nato ad Aiello. In quel paese della Bassa friulana, si era sposato, aveva messo al mondo due figli, Roberto e la sorella, e aveva avviato un’attività di vendita del latte. Gli affari migliori li faceva a Trieste. Per anni era arrivato ogni giorno nel capoluogo giuliano con i suoi contenitori in alluminio pieni di latte. Poi, nel 1958, la decisione di trasferire la sua famiglia a Trieste e di aprire un magazzino in Riva Grumula, nei locali oggi occupati dalla pizzeria Da Pino.

«Ho dei ricordi incredibili di mio padre in quegli spazi – ricorda il sindaco Roberto Dipiazza –, mentre io giocavo lui caricava da solo anche 200 quintali di latte che poi portava a tutti i locali e ai negozi della città. Ricordo anche la prima produzione di yogurt e le bottiglie del latte in vetro. Aveva le chiavi di decine e decine di bar, faceva trovare loro il latte prima ancora che aprissero. Era un lavoratore incredibile, un padre che ha saputo trasferirmi i grandi valori della vita come la Patria, il lavoro e la famiglia».

Già, la famiglia. Silvano, la sua famiglia alle 13.30, quando staccava dal lavoro, cascasse il mondo la voleva riunita attorno al tavolo. Uno sguardo ai due figli, una carezza alla moglie e poi si iniziava a pranzare. La domenica la gita in Friuli a trovare i parenti, i pranzi con i cugini, gli abbracci con gli amici di Aiello, e la sera si tornava a Trieste.

Quando è andato in pensione ha affiancato il figlio nella gestione dei supermercati. Fino a che è stato autonomo ha sempre voluto essere utile, fare qualcosa. Poi la malattia e il ricovero. Il matrimonio del figlio e la sua rielezione a sindaco di Trieste sono state le sue ultime grandi gioie. «Caro papà – ha scritto ieri il sindaco ricordandolo –, come dicono gli Alpini, sei andato avanti. Grazie per tutti gli insegnamenti, sono orgoglioso di essere tuo figlio». —



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