Morto per un’influenza a soli 57 anni

Morire a cinquantasette anni a causa delle terribili conseguenze di un’influenza: la “suina” H1N1. Roberto Franco, già presidente del consiglio circoscrizionale della Madonnina, se n’è andato così. Nei giorni scorsi, “Il Piccolo” già ha dato la notizia della sua scomparsa ma non erano emerse le cause del decesso. Immediati lo sgomento e l’incredulità che si erano diffusi in città, alimentati dal fatto che Franco era una persona sana e non aveva mai manifestato particolari (e gravi) problemi di salute.
La verità è emersa ieri mattina, in tutta la sua crudezza. A rivelarla la moglie Adriana, ancora comprensibilmente scossa per la repentina scomparsa del marito. Franco è stato stroncato da una polmonite, innescata dall’influenza H1N1. Attorno al 20 gennaio l’uomo aveva iniziato a soffrire di febbre e tosse per quello che sembrava essere uno stato influenzale di stagione. Poi, la situazione è gradualmente peggiorata e l’ex presidente del Cdq della Madonnina ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie sempre più accentuate.
«Nel breve spazio di un mese se n’è andato - sottolinea con un groppo in gola la moglie Adriana -. E dire che l’influenza aveva colpito pure me: dormendo assieme era quasi naturale accadesse. Eppure, lui oggi non c’è più mentre io sono qui a ricordarlo e a piangerlo». Che non fosse una normale influenza, i familiari l’hanno capito quando Franco ha avuto un inizio di svenimento. «È stata una cosa repentina. Gli ho chiesto se mi dava una mano ad accendere il fuoco per riscaldarci. Ed è stato in quegli attimi che Roberto stava per perdere i sensi. Preoccupatissima, ho chiamato immediatamente l’ambulanza ma si è subito ripreso. Lamentava forti dolori alle ossa oltre ad avere una febbre molto alta».
Ed è da quel momento che è iniziata una lunga trafila in tre ospedali. Prima a Gorizia, poi a Monfalcone, quindi a Cattinara dove è sopraggiunta la morte. «Non parlate di malasanità perché questo non è assolutamente il caso. Anzi - afferma ancora la moglie - devo ringraziare tutti i medici che lo hanno curato: hanno fatto il possibile ma la situazione era gravissima. A Monfalcone è stato ricoverato in terapia intensiva: il giorno successivo, a causa delle difficoltà sempre più evidenti nella respirazione, è stato intubato e trasferito d’urgenza a Cattinara, a Trieste. Sono state giornate pesantissime in cui la speranza si alternava al pessimismo più cupo».
Roberto Franco era una persona positiva. E ha lottato sino alla fine. «Lui vedeva sempre il bicchiere mezzo pieno e mi ha insegnato ad essere ottimista nella vita. La sua scomparsa ha lasciato un enorme vuoto perché invitava sempre tutti ad avere speranza, a guardare il lato positivo della vita».
Roberto Franco lascia la mamma Olga e il padre Mario, la moglie Adriana e i figli Andrea e Mattia. La salma sarà esposta oggi, alle 11, nella chiesa della Madonnina del Fante, dove, alle 12, sarà poi celebrato il rito funebre.
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