Motoscafo killer la Procura non molla: «Condanna più dura»

L’Accusa chiede di inasprire la pena di 4 anni e 10 mesi inflitta a Horvatinčić per la morte dei due velisti padovani
Primosten, 160811...Kod otoka Maslinovik oko 12 sati doslo je do sudara jedrilice Santa Pazienza i glisera kojim je upravljao zagrebacki poduzetnik Tomislav Horvatincic, pri cemu su poginuli muskarac i zena sa jedrilice. ..Na slici: Na novoj rivi u Primostenu dovucena je jedrilica poginulih talijana koju su kasnije odvukli prema Marini Kremik...Foto: Marija Mihic / CROPIX
Primosten, 160811...Kod otoka Maslinovik oko 12 sati doslo je do sudara jedrilice Santa Pazienza i glisera kojim je upravljao zagrebacki poduzetnik Tomislav Horvatincic, pri cemu su poginuli muskarac i zena sa jedrilice. ..Na slici: Na novoj rivi u Primostenu dovucena je jedrilica poginulih talijana koju su kasnije odvukli prema Marini Kremik...Foto: Marija Mihic / CROPIX



Una pena detentiva ancora più rigorosa. La richiede la Procura comunale di Sebenico per il tycoon zagabrese Tomislav Horvatinčić, 71 anni, condannato due mesi fa in primo grado dal tribunale di Sebenzano a 4 anni e 10 mesi di reclusione perché ritenuto colpevole della morte dei due velisti padovani Francesco Salpietro e Marinelda Patella.

La vicenda, avvenuta nel 2011nelle acque a sud di Capocesto (Primošten), desta ancora scalpore in Croazia, dove in molti ritengono troppo morbida la sentenza emessa per Horvatinčić. La Procura sebenzana ha avanzato richiesta al Tribunale regionale di Sebenico per una condanna «che sia adeguata a quanto commesso da Horvatinčić» alla guida del suo potente motoscafo. I velisti procedevano a meno di 5 nodi orari, il fuoribordo del tycoon filava quel 16 agosto 2011 a 26 nodi (a meno 300 metri dalla costa, cosa vietata) e col pilota automatico inserito. Il motoscafo aveva colpito con violenza estrema la barca a vela finendo per scavalcarla e falciando le due vittime, finite in mare e spirate all'istante.

Inizialmente Horvatinčić si era difeso sostenendo che i comandi avevano subito un guasto e aveva consegnato agli inquirenti uno schizzo della collisione. In seguito l’uomo (che in incidenti stradali e marittimi da lui causati ha provocato quattro vittime senza mai trascorrere un giorno in carcere), aveva ritrattato: poco prima dell'impatto avrebbe perso i sensi. Sincope o perdita improvvisa della memoria: questo l'impianto difensivo che avevano scelto gli avvocati del tycoon nel processo presieduto dalla giudice Maja Šupe, presidente della corte del Tribunale comunale sebenzano.

Se nel primo procedimento Horvatinčić era stato condannato a 20 mesi, con la sospensione condizionale di 3 anni, nel secondo era stato clamorosamente assolto. Verdetti cassati dal Tribunale regionale di Zara che aveva ordinato il terzo processo, che ha portato alla condanna. Nei prossimi mesi – la data non è ancora definita – il processo in appello: la Difesa è convinta di poter strappare un’assoluzione, l’Accusa reclama più dei 4 anni e 10 mesi fissati in primo grado. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo