Multe per i teli in spiaggia: l’indignazione viaggia sul web

Ironia e indignazione sul sito del “Piccolo” alla notizia del “calvario” di due turisti udinesi multati prima di oltre mille e poi (dopo ricorsi, proteste e ammissioni d’errore da parte del Comune di...

Ironia e indignazione sul sito del “Piccolo” alla notizia del “calvario” di due turisti udinesi multati prima di oltre mille e poi (dopo ricorsi, proteste e ammissioni d’errore da parte del Comune di Grado) di 122 euro a testa per aver steso i loro teli sulla battigia della Costa Azzurra. Centinaia i commenti, nessuno in linea con la “fermezza” dei vigili gradesi. «Complimenti - ironizza Massimiliano - tra parcheggi inesistenti e prezzi assurdi, ottima politica turistica». Dice di preferire Lignano a Grado. E molti sono d’accordo con lui. Nicoletta: «Sono anni che non ci vado più. Grado non offre nulla e i prezzi sono allucinanti». Per Andrea «xe mejo el Pedocìn». Rachele ammonisce: «Già Grado è quella che è: pochi parcheggi, una sola spiaggia libera, un mare che definire tale è offendere il mare vero. E i gradesi fanno pure i difficili?». «A Grau e son doventàs mats», rincara un furlàn. Fabio dice di preferire Sistiana e Duino. Derna Grado l’ha «sempre odiata»: «Mille volte meglio Lignano». Per Eduardo «Grado non ha niente di bello, quel poco che c’è te lo fanno pagare caro. Parcheggi inesistenti, permettono agli stranieri di fare i loro comodi senza dir loro niente per paura di perderli. Ci vuole coraggio a far pagare l’ingresso in spiaggia. E poi quale spiaggia? Quale mare? Per far soldi d’estate fanno le multe piu assurde ai bagnanti». Per Iduska è scandaloso che in una spiaggia libera si paghi una multa per un telo: «Se avessero costruito un castello di sabbia cosa avrebbero dovuto fare, aspettare un condono edilizio?». E Alessandra: «Mai sentita una cosa simile in tutte le coste italiane». Fabio di Tavagnacco ricorda la storia del “bagnasciuga” che Mussolini avera eretto «a simbolo dell’estrema difesa». E ribadisce il diritto di sostarvi. Giordano (di Adiconsum) spiega che «quell'ordinanza è contro la legge, perché entro i 5 metri dalla riva ognuno può fare ciò che vuole». Ombrelloni e sdraio sono vietate, ma non teli da bagno. Sara bacchetta i vigili: «Signori, aggiornatevi sù da bravi». E Pietro rincara: «A confronto con la Riviera romagnola Grado è distante anni luce. Basta guardare i sostegni degli estintori che non sono stati verniciati da più di 30 anni». Anche Luisa va in Romagna «perché a Grado è sempre stato tutto più caro», Fester non avrebbe mai pagato nemmeno i 122 euro. E Maurizio ce l’ha con tutti i gradesi: «Gli astuti isolani non si smentiscono mai!».

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