Muore Romoli, Gorizia proclama tre giornate di lutto

Domani la camera ardente al foyer del Teatro Verdi poi corteo e funerali. Prima di entrare nella chiesa il feretro sosterà davanti al Municipio
Bumbaca Gorizia 08.05.2012 Romoli con giovani - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 08.05.2012 Romoli con giovani - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. Tre giorni di lutto con bandiere e cuori a mezz’asta. Gorizia rende omaggio così a Ettore Romoli. La città ieri mattina è rimasta attonita di fronte alla notizia della sua morte. Al risveglio un sentimento di incredulità e amarezza ha scosso tutti quanti, amici e avversari politici che fossero, perché l’ex sindaco era un uomo del dialogo: sapeva essere duro e inamovibile quando serviva, ma sapeva soprattutto riconoscere le ragioni dell’altro e ascoltarle.

«Con la scomparsa di Ettore perdo un amico fraterno, con cui ho condiviso tanti momenti, a partire dal suo ingresso in politica, quando, una notte di 25 anni fa lo convinsi a scendere in campo. Ma la comunità perde anche un grande uomo e un politico intelligente e lungimirante», le parole del suo successore, Rodolfo Ziberna. Il primo cittadino di Gorizia aggiunge quindi: «Non abbiamo deciso di proclamare tre giorni di lutto cittadino solo perché è stato sindaco o perché rappresentava la seconda carica della Regione, ma per tutto quello che è stato in questi anni per la città, una città che amava e per cui si spendeva a tutti i livelli».

Le attestazioni di stima ieri sono state infinite. Per questo il Comune di Gorizia domani mattina metterà a disposizione della famiglia e della città il foyer del Teatro Verdi. La camera ardente aprirà alle 8.30 e verrà chiusa alle 11.15. La cerimonia funebre si svolgerà a mezzogiorno nella chiesa di Sant’Ignazio e sarà officiata dall’arcivescovo monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli che ieri ha espresso ai figli Andrea e Francesca, alle nipoti Elda, Licia e Adele e ai familiari «cristiana vicinanza e l’assicurazione del ricordo nella preghiera di suffragio». Saranno senza dubbio in molti domani a rendere omaggio al corteo che poco prima della messa si snoderà lungo le vie Garibaldi, de Gasperi e Roma per raggiungere piazza Vittoria. Nel corso del tragitto il feretro si fermerà per un momento di fronte al palazzo municipale. Il tratto pedonale di via Garibaldi, di fatto, era il terreno di Romoli: divide lo spazio tra il suo studio da commercialista e il Comune.

«Era un professionista già molto affermato e conosciuto quando decise di mettere la sua esperienza al servizio delle istituzioni - ricorda Ziberna -. Non ha mai avuto bisogno della politica per vivere, è la politica che ha sempre avuto bisogno di lui. Siamo sempre stati insieme, pur litigando a volte, ma sempre in modo goliardico, nei momenti salienti della nostre esperienza politico-amministrativa. Ho sperato fino all’ultimo che potesse farcela perché lui, era un vero guerriero e ha sempre vinto le sue battaglie, sono ancora incredulo».

«Ettore è stato un politico- amministratore di caratura superiore, riuscendo, con intelligenza e buon senso a raggiungere obiettivi per altri inimmaginabili - continua Ziberna -. Mentre molti si riempiono demagogicamente la bocca sull'Europa e la sua integrazione, lui, politico di destra, è riuscito ad attivare il Gect, a cavallo del confine goriziano, con comuni di Italia e Slovenia. È stato l’uomo del dialogo e del buon senso, facendosi apprezzare non solo dagli altri amministratori isontini e regionali ma anche dai sindaci d’oltre confine, con i quali ha portato a termine progetti di grande respiro. Ma, soprattutto, è stato un uomo che nessuno poteva condizionare e la cui autorevolezza nessuno metteva in discussione. So per certo che il governatore, Massimiliano Fedriga, non lo ha voluto alla presidenza del Consiglio regionale solo come omaggio a un “grande vecchio” ma perché era consapevole che lui era l’uomo giusto per governare la massima assemblea del Friuli Venezia Giulia. La sua assenza sarà davvero difficile da colmare».

Romoli si è sempre speso per le istituzioni, anche prima di entrare in politica. A gennaio aveva tagliato il traguardo dei 50 anni di iscrizione all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Gorizia. Aveva la tessera numero 2. Ne era stato presidente per sei mandati dal 1979 al 1996. Il mese scorso il Consiglio oggi presieduto da Alfredo Pascolin aveva deciso di premiarlo. Un riconoscimento gli sarebbe stato consegnato nel corso dell’assemblea di novembre, ma non c’è stato neppure il tempo di avvisarlo. «Non credo che lo abbia saputo, a meno che qualcuno non glielo abbia detto in maniera informale», è il rammarico di Pascolin che aggiunge un ricordo: «Romoli ha portato professionalità e umanità nel nostro settore nobilitandolo e dimostrando che c’è bisogno di competenza. Era molto stimato e la sua è stata una vita dedicata alla professione: anche in politica era un commercialista». Commercialista sì, ma capace di scaldare gli animi e i cuori dei suoi concittadini, quegli animi e quei cuori che oggi sono a mezz’asta, come le bandiere.

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