Narduzzi svela le spese “pazze” leghiste

UDINE. Finora erano rimasti “coperti” gli ex colleghi del gruppo consiliare della Lega Nord. E Danilo Narduzzi da ex capogruppo si è trovato a dover rispondere di tutte le spese allegre sostenute dai leghisti nella passata legislatura. Perché la Procura della Corte dei conti ha chiuso l’indagine e gli contesta un danno alle casse della Regione di oltre 238mila euro. Una cifra da far tremare i polsi. E allora, per la prima volta, Narduzzi fa sapere che tutta quei soldi non possono essere attribuiti a lui. Documenti alla mano si è preso la briga di controllare ogni acquisto rimborsato dal gruppo, risalendo così agli “utilizzatori finali”. La cifra più alta? A spenderla è stata Mara Piccin, tuttora in carica e sostituita di recente da capogruppo: quasi 30mila euro alla voce rappresentanza, quasi seimila euro in più rispetto alla media dei componenti della squadra padana. Questi calcoli sono poi confluiti nella memoria difensiva prodotta da Narduzzi, che giovedì sarà davanti alla sezione giurisdizionale della Corte dei conti. E sarà il primo dei 20 esponenti della Regione ad andare a processo.
Difeso dal legale Luca Ponti, l’ex capogruppo del Carroccio è stato citato a giudizio dalla magistratura contabile per 238mila e 713 euro. Una somma attribuita a spese di rappresentanza effettuate nel 2011, ma che tali non sono per il procuratore della Corte dei conti, Maurizio Zappatori. Fin dall’avvio dell’inchiesta – nel dicembre 2012 – Narduzzi è stato il solo leghista a essere coinvolto, perché la contabilità del gruppo era la più confusa e disordinata. Non c’erano cioè, come per le altre compagini consiliari, fatture e scontrini riconducibili a una persona, ma uno scatolone con pezze giustificative alla rinfusa. Ma l’ex consigliere – che a maggio non è stato ricandidato – si è messo di buzzo buono. Ha preso scontrino per scontrino e ha ricostruito le spese del 2011, tutte legittime secondo lui. Un lavoro che ha prodotto un elenco preciso. A Piccin, quindi, l’ex capogruppo attribuisce spese per 29 mila 916 euro; a Federico Razzini (non ricandidato) poco meno, 29 mila 236; a Ugo De Mattia (non ricandidato) 27 mila e 800 e a Enore Picco (non ricandidato) 11 mila 501. E poi c’è il caso dell’ex assessore Claudio Violino (circa 22mila euro) che, in quanto eletto, aveva accesso ai fondi assegnati dalla Regione al gruppo. Nulla invece, secondo la ricostruzione puntuale fatta dall’ex capogruppo padano, è stato utilizzato da Maurizio Franz, l’altro leghista eletto nel 2008, che a fine settembre 2010 divenne presidente del Consiglio, sostituendo Edouard Ballaman, coinvolto nell’inchiesta sull’uso disinvolto di auto blu e autista. Giovedì Narduzzi si difenderà dall’accusa di danno erariale. Sarà Zappatori in udienza a svelare se e come procedere rispetto ai cinque colleghi chiamati in causa dall’ex capogruppo. Ma è probabile che per ciascuno il procuratore apra un nuovo fascicolo per verificare le spese.
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